137 motociclisti che hanno sfidato la pioggia e i tornanti dello Spino. Conclusa con successo l'edizione delle gare di velocità a Pieve Santo Stefano

137 motociclisti che hanno sfidato la pioggia e i tornanti dello Spino. Conclusa con successo l'edizione delle gare di velocità a Pieve Santo Stefano
137 motociclisti che hanno sfidato la pioggia e i tornanti dello Spino. Conclusa con successo l'edizione delle gare di velocità a Pieve Santo Stefano

Come da previsioni meteo per la giornata di ieri, la seconda giornata di gare per l'Europeo e Italiano Velocità in Salita a Pieve Santo Stefano (AR) si è svolta tra il freddo asciutto della mattina e la pioggia del pomeriggio, senza però scoraggiare i 137 centauri che si sono presentati comunque quasi tutti allo start, anche per non rinunciare alla seconda "razione" di punti europei e italiani della classifica di Gara 2. Dopo le prove libere e cronometrate della mattina, la partenza della prima manche è stata anticipata alle 13:30, col via dato dall'Assessore Sofia Cangi in rappresentanza del Comune di Pieve S. Stefano, da sempre al fianco delle iniziative della Pro-Spino Team. La manche si è potuta disputare in condizioni di asciutto, benché ad asfalto freddo a seguito di un brusco calo delle temperature nella giornata odierna. A seguire, alle 15:45 la partenza della seconda manche, e qui il maltempo ha rimescolato le carte in tavola. La pioggia, a tratti anche intensa, è iniziata a cadere dopo un terzo di svolgimento della prima manche, avvantaggiando chi fino a quel momento era salito con il fondo asciutto. Il riferimento è in particolare a Luca Partigliani su Honda 600 e a Salvatore Sallustro su Kawasaki 600, i due che hanno beneficiato di questa situazione.

Determinante, sui 2700 metri del tracciato, l’1’33”68 (miglior tempo giornata) di Partigliani rispetto all’1’38”75 di Sallustro, che realizza comunque l’assoluto dell’europeo. Sopra l’1’45”, a causa della strada bagnata, gli altri responsi della prima salita e oltre l’1’46” quelli tutti quelli della seconda, nella quale ha primeggiato Tiziano Rosati su Honda 600 in 1’46”82. Onorevoli le prestazioni degli altri “big”, a cominciare da Davide Lignite su Kawasaki per proseguire con il pluricampione Stefano Manici su MotoGuzzi 1300 (moto preparata dai fratelli Guareschi e al suo debutto allo Spino) mentre i protagonisti del sabato, Maurizio Bottalico su Yamaha 600 e Stefano Bonetti su Bmw 1000, sono rimasti fuori dal discorso di vertice. Ma per entrambi è arrivata la soddisfazione del titolo europeo di categoria: nella Super 600 per Bottalico e nella Super Bike per Bonetti. Nella gara di regolarità Crono Climber (tempi più vicini possibile fra le due manche), a spuntarla è stato il cuneese Ezio Musso su Triumph 675, davanti a “G. Mi” su Yamaha 600 e al brillante beniamino di casa, il giovanissimo Alessandro Bragagni (classe 2005) su Aprilia 125, che abita a Soci ma che ha il padre di Pieve Santo Stefano collaboratore della Pro-Spino Team. Il pievano Mirko Balzoni su Honda 600 si è invece piazzato 20°. Per ciò che riguarda le moto d’epoca, vittorie di Andrea Orselli su Honda 175 nel gruppo 4 e di Emo Antinori Petrini su Ducati 748 nel gruppo 5.

E la pioggia, se da una parte è stata fattore deterrente per qualche concorrente che non ha preso il via, dall’altra ha causato diverse scivolate lungo il percorso, ma tutte senza conseguenze. La due giorni di gare di Pieve S. Stefano andava a chiudere il Campionato Europeo Salita, e sul podio, oltre alla premiazione dei classificati dello scorso weekend, sono stati premiati anche i campioni assoluti della stagione europea 2020, tra cui il belga Bernard Depierreux e lo svizzero Rolf Haller (entrambi su Yamaha 250 2T), il francese Steven Bellavoine (Husquarna 693 4T), l’altro svizzero Uwe Rademaker (Yamaha 60’0 4T) e in cat. Superbike il francese Blanc Amalric (Bmw 10004T). Va dunque in archivio l’edizione numero 7 della crono motociclistica, quella disputata a porte chiuse ma pur sempre andata in scena, grazie alla caparbietà della Pro Spino Team con la collaborazione dell’associazionismo di Pieve Santo Stefano e di tutta la cittadinanza che ha compreso e accettato con un comportamento ineccepibile la paradossale situazione del non poter dare ai concorrenti il solito “abbraccio del paese intero”, che è una delle caratteristiche che contraddistingue la gara, anzi le gare, dello Spino.