500 anni di Diocesi, a Sansepolcro i festeggiamenti da giovedì 17 settembre

500 anni di Diocesi, a Sansepolcro i festeggiamenti da giovedì 17 settembre
500 anni di Diocesi, a Sansepolcro i festeggiamenti da giovedì 17 settembre

Da giovedì 17 a sabato 19 settembre la Diocesi di Arezzo – Cortona – Sansepolcro e il Comune di Sansepolcro celebreranno il quinto centenario dell’istituzione della Diocesi di Sansepolcro e del conferimento del titolo di città, ad opera di papa Leone con la bolla Pro excellenti praeminentia del 17 settembre 1515. Fu nel concistoro di quel giorno, infatti, che il papa, avendo avuto il consenso del vescovo di Città di Castello (alla cui diocesi Sansepolcro apparteneva fin dalle origini) eresse la diocesi e conferì al Borgo di Sansepolcro, uno dei più rilevanti “centri minori” del dominio, il titolo di città. In tal modo si aprì quella fase di trasformazione del reticolato della Toscana fiorentina che nel volgere di un secolo avrebbe portato all’istituzione  delle diocesi di Montepulciano nel 1561, Colle Val d’Elsa nel 1592 e San Miniato nel 1622.
Il programma
Giovedì prossimo, alle ore 10.30, il vescovo diocesano, mons. Riccardo Fontana, presiederà una solenne concelebrazione eucaristica nella Basilica Concattedrale, con la partecipazione dei canonici e delle autorità civili e militari del territorio. Dopo la messa sarà inaugurata la mostra “… l’impresa de farce la nostra terra ciptà …”, organizzata dall’Archivio Storico Diocesano di Sansepolcro e allestita nel salone del Palazzo Vescovile. Saranno esposti documenti relativi all’origine della città e alla vita diocesana sviluppatasi tra 1520 e 1986 tra cui, per la prima volta, le lettere con le quali papa Leone X comunicò al popolo e al vescovo eletto l’istituzione della diocesi.
Nel pomeriggio, alle ore 18, si terrà una solenne riunione straordinaria del Consiglio Comunale, nel corso della quale sarà commemorato il significativo avvenimento.
I festeggiamenti termineranno sabato 19 settembre con il concerto dello Slam Sound Quartet composto da Silvia Nofri, Antonio Medici (voci soliste), Lorenzo Tosi (organo) e Marcello Luni (ottoni). L’appuntamento è alle ore 21 nella Basilica Concattedrale; tra l’altro, saranno eseguite musiche antiche scritte da maestri di cappella della cattedrale stessa. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con gli “Amici della Musica” di Sansepolcro.
Breve storia
Sorto attorno al monastero dedicato al Santo Sepolcro, e documentato dall’anno 1012, il Borgo che diventerà l’attuale città di Sansepolcro nei secoli XI-XIII conosce un progressivo e costante processo di crescita sociale, demografica, politica ed economica che lo porta ad assumere dimensioni in tutto simili a quelle di Città di Castello, alla cui diocesi appartiene. Nella seconda metà del XIV secolo comincia a maturare un sentimento civico che a sua volta favorisce il desiderio di piena indipendenza, anche ecclesiastica, rispetto alla città “madre”. Ceduta Sansepolcro alla Repubblica fiorentina da papa Eugenio IV nel 1441, il gruppo dirigente avvia una intensa e prolungata azione diplomatica volta a ottenere l’ honor civitatis mediante l’istituzione della diocesi (secondo il diritto del tempo, infatti, solo le sedi vescovili erano città). Accogliendo le istanze locali, il 17 settembre 1520 papa Leone X istituisce la nuova diocesi, che nasce da subito come tosco-romagnola, comprendendo quasi tutta l’odierna Valtiberina Toscana e il territorio di  Bagno di Romagna. Nel corso del XVIII secolo, nell’ambito del riformismo leopoldino, la Diocesi di Sansepolcro viene notevolmente accresciuta con l’accorpamento dei nullius diocesis di Sestino, nel 1779, e di Galeata, nel 1785, assumendo così una connotazione marcatamente appenninica e tosco-romagnola. Tale caratteristica, però, si rivela un elemento di debolezza quando, dopo il Concilio Vaticano II, la Conferenza Episcopale Italiana provvede alla riorganizzazione delle diocesi applicando il principio della coincidenza dei confini regionali con quelli diocesani. Così, nel 1975 i territori romagnoli passano alle diocesi di  Cesena e di Forlì e il vescovo di Arezzo è nominato anche vescovo di Sansepolcro. Infine, il 30 settembre 1986, le tre diocesi di Sansepolcro, Arezzo e Cortona sono state soppresse e accorpate nella nuova Diocesi di Arezzo – Cortona – Sansepolcro.
Nel tempo, la presenza della diocesi ha avuto per Sansepolcro non solo significative ripercussioni pastorali, ma anche notevoli benefici sul piano culturale, specialmente dopo l’istituzione del Seminario Vescovile nel 1710. Tra i preti diocesani distintisi sul piano culturale si ricordano i  letterati Federigo Nomi (1733-1605) e Giuseppe Gennaioli (1873-1946), quest’ultimo il maggior poeta nel dialetto di Sansepolcro, gli storici Ivano Ricci (1885-1966) ed Ercole Agnoletti (1920-2007) e l’educatore Duilio Mengozzi (1915-2005), giusto tra le nazioni così come il venerabile Giulio Facibeni (1884-1958), originario della diocesi ma appartenente al clero di Firenze.
Tra i vescovi sono da ricordare: Niccolò Tornabuoni (1560-1598), che applicò la riforma tridentina; Dionisio Bussotti, che rinnovo la legislazione diocesana (1638-1654); Roberto Costaguti (1778-1818), tra i più celebri predicatori europei del suo tempo, che istituì eredi i poveri della città; Pompeo Ghezzi (1912-1953), che rimase unica autorità in città durante il cruento passaggio del fronte della seconda guerra mondiale; Domenico Bornigia (1954-1963), che promosse la ripresa della vita ecclesiale nel secondo dopoguerra; Abele Conigli (1963-1967), che partecipò al Concilio Vaticano II e fu tra i primi vescovi italiani a recepirne le indicazioni.