Test sierologici, la Sud Est ha iniziato. Oltre 1000 tamponi per il personale, ma non solo

Test sierologici, la Sud Est ha iniziato. Oltre 1000 tamponi per il personale, ma non solo
Test sierologici, la Sud Est ha iniziato. Oltre 1000 tamponi per il personale, ma non solo

Tamponi per tutti gli operatori sanitari in sorveglianza attiva, seppur asintomatici e con tampone negativo. Si tratta del test sierologico (sul sangue) previsto dalla Regione per tutti gli operatori sanitari della Toscana.

L’Azienda ha già previsto circa 1.100 tamponi. Le prime strutture interessate saranno gli ospedali Covid della Sud Est (Arezzo e Grosseto), l'Ospedale di Montevarchi ed altri reparti di altri nosocomi.

Una parte dei test sarà utilizzata per gli operatori sanitari in sorveglianza per contatto; una parte per quelli dei reparti ad alto rischio (Malattie Infettive e Terapia Intensiva); una parte per gli operatori del 118; una per i medici di Medicina Generale, i pediatri e i medici della Continuità assistenziale (ex guardia medica). Infine, per gli operatori che rientrano al lavoro dopo un periodo di malattia per sindromi similinfluenzali non diagnosticate.

Inoltre, alcuni test saranno riservati, in associazione al tampone, ai pazienti che arrivano nei Pronto Soccorso, per evitargli una lunga permanenza in queste aree. L'ultima indicazione è per i pazienti che vengono ricoverati per interventi chirurgici elettivi, ai quali viene effettuato il test preliminarmente.

Questa importante azione si accompagna ad altri protocolli che hanno l’obiettivo di tutelare gli operatori sanitari nelle strutture della Sud Est, come spiegato da Riccardo Bassi, coordinatore dei medici competenti dell’Azienda.

Bassi sottolinea che la riorganizzazione tra ospedali Covid e ospedali No Covid rappresenta già una prima efficace misura per affrontare l’emergenza in modo sicuro. Tutto il personale è stato adeguatamente formato sull’utilizzo dei dispositivi di protezione personale. Al verificarsi di un contatto con caso di Covid-19, l’operatore deve immediatamente segnalarlo al proprio coordinatore, il quale raccoglierà tutte le informazioni utili alla ricostruzione dei contatti. Queste saranno trasmesse al medico competente dalla Direzione di presidio o della Zona Distretto. In base alle informazioni ricevute, il medico competente attribuisce il livello di rischio. Se l’operatore è asintomatico e classificato a rischio basso (quello comune a tutto il territorio nazionale), è tenuto all’autosorveglianza e ad utilizzare la mascherina chirurgica durante tutta l’attività lavorativa per i successivi 14 giorni.

Gli operatori asintomatici, identificati come contatti a medio e alto rischio, oltre all’utilizzo di mascherine, devono seguire i protocolli previsti per la sorveglianza attiva. Saranno quindi sottoposti  a 3 tamponi a distanza di 7 giorni l’uno dall’altro. Inoltre devono inviare ogni giorno, per 14 giorni, una mail al medico competente sul loro stato di salute e la temperatura corporea.

Nel caso in cui si manifesti una sintomatologia sospetta, scatta l’iter per la quarantena domiciliare e tutta la profilassi prevista a domicilio, oltre alla sorveglianza attiva del Servizio di Igiene Pubblica.