Covid-19, Cisl Medici Umbria: "Rispettare i comportamenti, il sistema sanitario dà assistenza adeguata"

Covid-19, Cisl Medici Umbria: "Rispettare i comportamenti, il sistema sanitario dà assistenza adeguata"
Covid-19, Cisl Medici Umbria: "Rispettare i comportamenti, il sistema sanitario dà assistenza adeguata"

La Federazione regionale Cisl Medici Veterinari Dirigenti Sanitari dell'Umbria ringrazia tutti i colleghi e tutte le professioni sanitarie per l'impegno profuso, la serietà nell'affrontare la sfida, la determinazione nel voler vincere questa battaglia. Ringrazia la Regione in particolare la presidente della giunta, l'assessorato alla Salute, la direzione regionale alla Sanità. Ringrazia i commissari e la dirigenza delle Aziende per quanto stanno operando nella evolutiva criticità. Chiede a tutti gli amministratori locali, alle forze politiche e alle associazioni, che ringrazia, di restare uniti e forti. Chiede alla popolazione, una volta passata la tempesta, di ricordarsi di quanto i professionisti hanno fatto e faranno, oggi angeli, domani di nuovo maltrattati e denunciati, passata la paura.

La nostra Federazione è promotrice di proposte e agisce sempre in prima linea. Nel definire percorsi di accesso nettamente separati negli ospedali tra presunti contagiati e pazienti con altre patologie, si consiglia di predisporre accanto al pronto soccorso dell'Ospedale di Perugia un mezzo mobile con strumenti radiologici, TC e RX. Questo per impedire l'accesso del contagiato nei percorsi interni dell'ospedale.

Per quanto riguarda i cittadini la Cisl Medici Umbria sottolinea che non è possibile sostituire il comportamento personale. E quindi: mascherina, poche parole a distanza, si lavora in silenzio, tragitto essenziale al lavoro e per la spesa. Per quanto riguarda i dati attuali sul contagio occorre moltiplicare per 5 in quanto l'80% non ha sintomi e quindi, non eseguendo i tamponi, non risulta. In pratica chi ha sintomi è solo il 20% dei contagiati, di cui il 5% (sempre in rapporto al numero totale) ha seri problemi, con mortalità presunta ad oggi intorno al 3% (sempre sul totale). Pertanto i dati ufficiali su guariti e decessi non tengono conto di questo calcolo epidemiologico. Servono disciplina e un po' di ottimismo, considerando che il nostro sistema sanitario dà assistenza adeguata e tutti i farmaci disponibili.