Lega Fratelli d'Italia e Forza Italia lasciano l'aula e non votano il bilancio 2020: una scelta dolorosa ma doveroso protestare contro la mancanza di rispetto del Consiglio comunale

Lega Fratelli d'Italia e Forza Italia lasciano l'aula e non votano il bilancio 2020: una scelta dolorosa ma doveroso protestare contro la mancanza di rispetto del Consiglio comunale
Lega Fratelli d'Italia e Forza Italia lasciano l'aula e non votano il bilancio 2020: una scelta dolorosa ma doveroso protestare contro la mancanza di rispetto del Consiglio comunale

Doveva essere il bilancio più partecipato e coinvolgente di sempre; la pandemia aveva determinato una situazione in cui la compartecipazione alle scelte doveva essere auspicata e doverosa. Ma a parte le dichiarazioni di intenti non solo quasi nessuna proposta dell'opposizione è stata recepita ma anche la forma e il rispetto del Consiglio comunale sono stati calpestati. Non un bilancio di emergenza che viene incontro ai cittadini ma la certificazione di un declino demografico e dei parametri economici e sociali cominciato ben prima della pandemia e che trova i suoi albori all'inizio dell'era Bacchetta. Ma fermo restando che il Testo Unico Enti Locali non vincola al passaggio in Commissione nessun atto amministrativo e nemmeno il bilancio non si era mai visto un D.U.P. non messo a disposizione dei Consiglieri e senza un benché minimo approfondimento in Commissione. Non c’e’ traccia nelle due convocazioni inviate in data 8 e 14 luglio per l'unica riunione del 16 luglio del bilancio comunale. Al momento del deposito in data 10 luglio né un dischetto né materiale cartaceo è stato fornito. E quel che è peggio nella citata Commissione del 16 luglio si è parlato di Regolamenti ma l'argomento D.U.P. e bilancio non è stato nemmeno toccato. Logico chiedere un rinvio in Commissione dell'atto e un nuovo Consiglio prima del 31 luglio. C'erano i tempi ed era il minimo sindacale non solo per tenere fede agli impegni presi ma per non venir meno a una prassi consolidata negli ultim 25 anni. Potevamo finanche accettare l'ammissione dello sbaglio con la richiesta di proseguire, potevamo comprendere una manifestazione di arroganza e l'andare avanti a colpi di maggioranza, non giustifichiamo la negazione plateale di un'evidenza certificata da mail e dalle registrazioni. Abbandonare l'Aula è stato doloroso ma lo si doveva, anche alla luce di un comunicato irrituale dell'Assessore al bilancio che dava alla stampa la descrizione del bilancio prima della discussione in Consiglio, all'istituzione consiliare e ai cittadini. Mai ci saremmo aspettati un simile comportamento da parte di un Assessore che fino a pochi mesi fa è stato Presidente del Consiglio e garante dell'Aula. Una brutta pagina con clima da basso impero che i cittadini potranno strappare con l'esercizio democratico del voto l'anno prossimo.