La Torre di Berta non si deve rifare, lo dice l'opposizione biturgense

La Torre di Berta non si deve rifare, lo dice l'opposizione biturgense
La Torre di Berta non si deve rifare, lo dice l'opposizione biturgense

Proprio non piace a Francesco Lucacci, presidente provinciale aretino di Fratelli d’Italia, il progetto della ricostruzione in cartone a grandezza naturale della Torre di Berta nell’omonima piazza di Sansepolcro voluta da CasermArcheologica in collaborazione con l’Anpi e il Comune biturgense, col supporto di appositi fondi europei e chiedendo la partecipazione di molti cittadini. L’esponente della destra aretina si scaglia contro un’iniziativa che a suo parere in un giorno brucerà 30mila euro e della quale ai residenti non resterà nulla, configurando secondo Lucacci “un vero e proprio sperpero di denaro pubblico”. Ricordiamo che i promotori si avvarranno dell’esperienza di un artista francese specializzato in simili operazioni, Olivier Grossetete, che già ha realizzato esperienze del genere in varie parti d’Europa.  A questa polemica rispondono Patrizia Fabbroni dell’A.N.P.I. di Sansepolcro e Stefano Milani del Museo e Biblioteca della Resistenza, i quali ricordano che la loro adesione all’iniziativa “Ricostruiamo la Torre di Berta” è stata “una scelta di collaborazione attiva al fine di agire assieme alla comunità cittadina e al Comune di Sansepolcro”. Quanto al progetto, Fabbroni e Milani ricordano che si trattava di un bando pubblico di gara e che “il finanziamento non sarebbe stato ottenuto se non tramite quel bando e un lavoro di progettualità che è stato fatto in precedenza”, concludendo che “la Torre di Berta non deve essere sepolta dalle “macerie” di polemiche. Intorno al vuoto della piazza, infatti – affermano i rappresentanti dell’Anpi - dovremmo ritornare all’unione, non di certo a una divisione che, al contrario, non restituirà la “Torre” simbolo di Sansepolcro”.