Una perizia psichiatrica e una misura alternativa al carcere in una struttura di cura per il 57enne che ha cercato di uccidere la madre

Una perizia psichiatrica e una misura alternativa al carcere in una struttura di cura per il 57enne che ha cercato di uccidere la madre
Una perizia psichiatrica e una misura alternativa al carcere in una struttura di cura per il 57enne che ha cercato di uccidere la madre

Ieri mattina si è svolto a Capanne l’interrogatorio di garanzia per l’uomo di 57 anni di Città di Castello che da giovedì è in stato di arresto dopo aver tentato di uccidere l’anziana madre malata.

L’uomo, pensionato e finora incensurato, ha nominato come avvocato di fiducia Nada Lucaccioni che ha presenziato all’interrogatorio.

Il cinquantasettenne è stato «molto collaborativo» e ha risposto alle domande che gli sono state poste durante l’udienza di convalida.

L’avvocato ha prodotto una serie di documenti medici che ne attestano la delicata situazione di salute, elementi che hanno indotto lo stesso legale a chiedere l’applicazione di una misura alternativa al carcere (magari in un luogo di cura più idoneo), quindi è stata presentata istanza di revoca della custodia.

Il giudice si è riservato di decidere.

Contestualmente verrà eseguita una perizia psichiatrica che possa valutare le reali capacità di intendere e volere dell’uomo al momento del fatto poiché questo è un nodo cruciale da sciogliere nell’ambito della vicenda.
Il cinquantasettenne è accusato del reato di «tentato omicidio aggravato in danno di un ascendente» ed era stato arrestato in flagranza di reato dopo aver cercato di strangolare l’anziana mamma, inferma a letto.

«Non volevo più vederla soffrire», avrebbe detto.

La mamma -82 anni- è stata ricoverata in ospedale, ma non corre pericolo di vita.

Il terribile episodio era accaduto giovedì pomeriggio in via Rigucci, nel quartiere La Tina in una palazzina dove vivono insieme la donna, disabile per i postumi di un ictus, l’anziano marito-82 anni- e il figlio.