Invaso di Montedoglio, modifiche e polemiche.

Invaso di Montedoglio, modifiche e polemiche.
Invaso di Montedoglio, modifiche e polemiche.

Raddoppia su Montedoglio l’impianto di sollevamento dell’acqua, e questo per via delle sempre maggiori richieste per uso sia irriguo sia idropotabile, con picchi marcati ovviamente durante l’estate. Fra i maggiori fruitori di questa risorsa idrica ci sono i tabacchicoltori ma anche coloro che coltivano il granturco, una situazione che riguarda solo parzialmente la Valtiberina Toscana, assai di più l’Altotevere Umbro così come le altre zone che utilizzano l’acqua dell’invaso di Montedoglio. Gli enti pubblici, a farsi dalla regione Umbria, fra i territori più interessati dall’acqua appaltare anche i lavori per il nuovo impianto di sollevamento per risolvere il problema idrico di cui soffre in particolare l’Altotevere: e vista la molteplicità di destinazioni dell’acqua, nel corso degli ultimi anni si è posto l’interrogativo di come mettere l’acqua in rete contemporaneamente in tutte le direzioni, dato che in molti casi si sono verificati cali di pressione; ora, però, si può raddoppiare l’impianto visto che ci sono finalmente le risorse. Adesso l’Ente Acque Umbro Toscano dovrà procedere con il progetto e poi con i lavori. Intanto si registra l’azione del comitato E45 punto 2 che sta predisponendo una raccolta firme in vallata a sostegno di un esposto da inoltrare alla Procura della Repubblica di Arezzo contro la paventata ipotesi di portare al massimo regime  l’invaso di Montedoglio entro il 2020. Il comitato chiede alla Procura di fare approfondite indagini sulle modalità costruttive del terrapieno in terra battuta, sui materiali usati e sul rispetto dei capitolati di appalto, in quanto dichiara di aver ricevuto allarmanti segnalazioni sulle modalità con cui questa barriera fu costruita,  peraltro negli stessi anni in cui furono realizzati i conci in cemento “disarmato” dello sfioratoio che poi nel 2010 non resistettero al collaudo e crollarono creando gravi danni alla Valtiberina Umbra e Toscana con un grandissimo allarme tra la popolazione.