Udienza preliminare domani mattina per i tre indagati per il crollo della Piazzola di sosta a Pieve Santo Stefano.

Udienza preliminare domani mattina per i tre indagati per il crollo della Piazzola di sosta a Pieve Santo Stefano.
Udienza preliminare domani mattina per i tre indagati per il crollo della Piazzola di sosta a Pieve Santo Stefano.

Dopo oltre un anno e mezzo dal crollo della piazzola della E45 domani mattina i tre indagati dovranno presentarsi di fronte al giudice per le udienze preliminari. L'ipotesi di reato è quella di disastro colposo, gli indagati sono tre dirigenti del compartimento Anas di Firenze, accusati di ave sottovalutato i segnali di allarme che si erano evidentemente manifestati prima del crollo della piazzola sulla E45. E dunque Antonio Scalamandrè, responsabile di area, il capo centro Rocco Oliverio e Massimo Pinelli, capo nucleo, dovranno comparire sul banco degli imputati domani per l'udienza preliminare di fronte al Gip Fabio Lombardo. Il procuratore Roberto Rossi chiederà il rinvio a giudizio. Ripercorrendo la storia ricordiamo che il movimento franoso che coinvolse la piazzola della E45 avvenne l’11 febbraio 2018 a ridosso del centro abitato di Pieve Santo Stefano, fortunatamente senza ledere le strutture e le case sottostanti. Un disastro annunciato dato che le fessurazioni del manto stradale erano infatti già state segnalate dal 2014 all'Anas da un cittadino. La stessa Prefettura di Arezzo aveva sollecitato Anas di effettuare i dovuti controlli, ma a quanto pare l'unico intervento disposto fu la copertura superficiale delle fessurazioni, senza alcun monitoraggio della situazione e nessuna verifica. A seguito del crollo l’area fu messa sotto sequestro e fu aperta un’indagine. Furono eseguiti dei carotaggi sulla piazzola di sosta e parte della strada e ad aggravare la situazione fu il rilevamento di una ingente quantità di amianto nel terreno. Le indagini fecero cadere su i tre dirigenti Anas le accuse per non aver effettuato interventi strutturali urgenti finalizzati a scongiurare una situazione di pericolo: dunque negligenza, imprudenza e anche imperizia sarebbero i capi di imputazione. Nello scorso dicembre i tre avevano ricevuto l'avviso di chiusura delle indagini. Adesso dunque inizia l'udienza preliminare.