Salgono i numeri degli infortuni sul lavoro, la regione Umbria registra dati allarmanti, serve più prevenzione e lotta al lavoro nero.

Salgono i numeri degli infortuni sul lavoro, la regione Umbria registra dati allarmanti, serve più prevenzione e lotta al lavoro nero.
Salgono i numeri degli infortuni sul lavoro, la regione Umbria registra dati allarmanti, serve più prevenzione e lotta al lavoro nero.

Crescono nel 2019 gli infortuni sul lavoro in tutta la regione Umbria, i dati dell’Inail sono allarmanti. Il conteggio è stato riguarda i primi otto mesi dell’anno corrente e sono in crescita rispetto al 2018: in media si parla di 28 infortuni sul lavoro ogni giorno e 13 morti in tutto il periodo analizzato, quasi due ogni mese. Ma a destare preoccupazione sono le denunce di infortunio, da gennaio ad agosto 6.796 un centinaio in più rispetto allo stesso periodo del 2018 e nella stragrande maggioranza dei casi sono avvenuti in provincia di Perugia. I settori più colpiti sono quelli dell’industria e della manifattura, poi ancora agricoltura e lavoratori per conto dello stato. Anche in vallata si sono registrati molti casi di infortuni anche con conseguenze mortali. Le cronache degli ultimi mesi hanno raccontato troppo spesso storie di lavoratori vittime di incidenti più o meno gravi. Da additare anche il lavoro nero che ancora coinvolge troppi lavoratori che non sono dunque tutelati sotto nessun punto di vista ne pratico ne assicurativo. Sono soprattutto gli uomini a rimanere coinvolti in casi limite e se si va oltre gli otto mesi presi attualmente in considerazione i numeri fanno impressione: quasi 240 morti in poco più di dieci anni e circa 1.300 nei 36 anni che vanno dal 1976 al 2012. Serve rafforzare la prevenzione, la formazione delle imprese e degli stessi lavoratori, perché seppure sia necessario rimettere in moto il mondo del lavoro e dell’economia locale è pur vero che devono crescere le tutele.