Le telecamere di videosorveglianza del territorio di San Giustino permettono di fermare un’auto sospetta, altre 100 macchine erano a nome dell’intestatario.

Le telecamere di videosorveglianza del territorio di San Giustino permettono di fermare un’auto sospetta, altre 100 macchine erano a nome dell’intestatario.
Le telecamere di videosorveglianza del territorio di San Giustino permettono di fermare un’auto sospetta, altre 100 macchine erano a nome dell’intestatario.

Gli occhi elettronici del territorio sangiustinese hanno permesso di individuare e identificata una vettura sospetta, il cui intestatario aveva altre 100 auto a suo nome. Dal marzo 2018 infatti i principali accessi al territorio comunale di San Giustino sono monitorati da varchi elettronici posizionati sia all’ingresso dello svincolo della E45, che lungo la direttrice della Tiberina 3Bis. Le telecamere sono collegate a una banca dati che, tramite messaggistica, è in grado di segnalare con un “alert” alle forze di polizia eventuali auto sospette e verificarne in tempo reale la posizione assicurativa e di revisione. Nei giorni scorsi la telecamera posta a Selci-Lama ha immortalato un’auto con alla guida una donna domiciliata nel Comune di Assisi che però non era l’intestatario del mezzo. La vettura era intestata a un uomo che è risultato avere a suo nome altri 100 veicoli, proprio per questo è stato inoltrato l’alert. La donna, fermata subito da una pattuglia della Polizia Municipale non ha saputo dare spiegazioni esaustive della sua presenza in Altotevere. L’auto è stata segnalata e i controlli hanno permesso di risalire al vero intestatario di questa e di altre auto: si tratta di macchine in regola per la circolazione su strada ma nella maggior parte dei casi intestate a dei “presta nomi”, spesso utilizzate per raid predatori. Questi varchi ricordiamo, sono stati utili alcune settimane fa anche per l’arresto, in un’operazione condivisa con l’Arma dei Carabinieri, della banda specializzata in furti con la tecnica dell’abbraccio. Otto in totale le telecamere di questo tipo posizionate nei principali accessi al territorio. Un sistema che presto dovrà diventare di vallata, riuscendo a mettere in contatto – attraverso una sola tipologia di software – l’intera vallata, sia nella parte umbra che in quella toscana.