Furto nella notte all’Istituto agrario Ugo Patrizi di Città di Castello. I ladri hanno sottratto 19 computer

Furto nella notte all’Istituto agrario Ugo Patrizi di Città di Castello. I ladri hanno sottratto 19 computer
Furto nella notte all’Istituto agrario Ugo Patrizi di Città di Castello. I ladri hanno sottratto 19 computer

Comunità scolastica sotto shock a Città di Castello. Nella notte di martedì 19 novembre ignoti si sono introdotti all’interno delle palazzine dell’Istituto agrario Ugo Patrizi violando l’accesso laterale dell’edificio “ chimico” in cui si trova un’aula multimediale recentemente ristrutturata e rimodernizzata come spazio di apprendimento multimediale. Qui i ladri avrebbero forzato gli armadietti all’interno dove erano custoditi sotto chiave 19 computer portatili, strumenti acquistati con non poca fatica dalla scuola sia  grazie a fondi europei che a collaborazioni fondamentali con enti locali per permettere di ampliare l’offerta formativa delle discipline informatiche.

Un danno per un valore di circa seimila euro cui si aggiunge  lo sgomento generale  e soprattutto il disagio per il prosieguo delle lezioni per le quali era indispensabile tale materiale didattico. Dopo l’amara sorpresa questa mattina da parte dei tecnici responsabili dei laboratori e successivamente del corpo docente, sul luogo sono giunti i Carabinieri tifernati che hanno effettuato il sopralluogo per la ricostruzione delle modalità del fatto. Al momento appare evidente soltanto che i ladri si sarebbero introdotti da una finestra laterale della palazzina cui si accede tramite una scala esterna e che immette in un’aula scolastica; da qui si sarebbero intrufolati nell’aula “ aumentata”  in questione dove avrebbero scassinato gli armadietti dove erano custoditi i computer. Forte si leva l’appello della Dirigente Scolastica Professoressa, Marta Boriosi, "affinchè quanto sottratto possa in qualche modo essere restituito e permettere così alla scuola di continuare il proprio lavoro". "Una presa di coscienza necessaria - come ha affermato la professoressa Boriosi - per non mettere ulteriormente a dura prova le istituzioni come le scuole che oggi più che mai necessitano del supporto  morale e non solo di tutta la cittadinanza."