Cattedrale gremita per l'ultimo saluto a Carlo e Gabriella Spini.

Cattedrale gremita per l'ultimo saluto a Carlo e Gabriella Spini.
Cattedrale gremita per l'ultimo saluto a Carlo e Gabriella Spini.

Più di duemila persone si sono raccolte nella Cattedrale di Sansepolcro per la messa in suffragio dei coniugi Carlo e Gabriella Spini, scomparsi una settimana fa nella tragedia aerea di Addis Abeba. Molte le autorità presenti, a cominciare dal sindaco Mauro Cornioli assieme ad alcuni assessori e al gonfalone del Comune, poi altri amministratori dei Comuni limitrofi e una folta delegazione delle forze dell’ordine. A inizio celebrazione l’arcivescovo Riccardo Fontana ha voluto rendere grazie a nome di tutti coloro che Carlo e Gabriella li hanno conosciuti, ricordando che finché c’è chi come loro si spende per la carità il buon seme è ancora possibile. E i coniugi Spini la carità l’hanno praticata sempre, a Sansepolcro così come in Africa. La comunità biturgense era tutta rappresentata in chiesa: società sportive, esponenti delle varie comunità cristiane della città e anche autorevoli rappresentanti della comunità islamica locale hanno voluto partecipare al dolore dei quattro figli di Carlo e Gabriella (Andrea, Francesco, Marco ed Elisabetta) e dei nipoti della coppia. Al momento dell’omelia Mons. Fontana è sceso tra i fedeli riuniti in chiesa, rivolgendosi dapprima ai figlia degli scomparsi seduti in prima fila e poi a tutti i presenti. Il presule ha usato espressioni forti: “Non è sufficiente – ha detto - pronunciare devozioncine per sentirsi cristiani”, invece è indispensabile un’azione concreta, da svolgere là dove si vive e con i mezzi che si hanno a disposizione. “La carità – ha detto ancora l’arcivescovo Fontana - è la via di uscita dai mali che oggi incombono. Ciascuno deve fornire un proprio contributo, facendo quello che può”. E il vescovo ha citato Papa Francesco quando ha detto: “la peggiore eresia dei nostri tempi è l’indifferenza. Ma Carlo e Gabriella Spini hanno sempre lavorato per gli altri “e chi non si muove – come hanno fatto loro – non è un cristiano vero”. E Sansepolcro era tutta lì in Cattedrale a testimoniare la vicinanza collettiva ai familiari di chi ha sacrificato la vita per aiutare i più bisognosi”. A fine celebrazione toccanti le parole di commemorazione del primo cittadino e di un rappresentante di Africa Tremila, il sodalizio del quale Carlo Spini era presidente.