La Tari per gli agriturismi deve costare meno: due interrogazioni a Città di Castello.

La Tari per gli agriturismi deve costare meno: due interrogazioni a Città di Castello.
La Tari per gli agriturismi deve costare meno: due interrogazioni a Città di Castello.

Giù la Tari per gli agriturismi. Ben due interrogazioni sono giunte all’amministrazione comunale di Città di Castello per rivedere il pagamento della Tari negli agriturismi del territorio tifernate. Il consiglio di Stato ha infatti recentemente affermato la necessità di differenziare la tariffa rifiuti di alberghi e agriturismi inserendo parametri migliorativi per questi ultimi. Precursore di questa sentenza è stato il comune di Umbertide che ha subito adeguato le tariffe nel proprio comprensorio. Ora giunge forte l’appello del capogruppo Fdi, Andrea Lignani Marchesani e dei consiglieri comunali Pd, Massimo Minciotti, Luciano Domenichini, Luciano Tavernelli e Vittorio Massetti con due interrogazioni per far sì che anche il comune di Città di Castello segua l’esempio umbertidese nell’applicare categorie tariffarie differenti per alberghi e agriturismi. Serve dunque la creazione di una nuova categoria tariffaria: la sentenza – sottolineano i consiglieri firmatari dell’interrogazione - non lascia spazio a dubbi interpretativi: agli agriturismi devono essere applicate tariffe specifiche che tengano conto, in primo luogo, della specificità dell'attività svolta, in quanto l'agriturismo è finalizzato dalla legge all'obiettivo primario di recupero del patrimonio edilizio rurale; in secondo luogo, occorre valutare la stagionalità dell’attività, la minor capacità ricettizia rispetto agli alberghi, legata al numero massimo di pasti e posti letto offerti. E’ dunque necessario, anche per la salvaguardia dell’economia locale applicare sgravi fiscali che possano permettere a queste realtà di direzionare le proprie economie su riqualificazioni e ristrutturazioni per migliorare la propria recettività.