Importanti attività sono state svolte fra il 2018 e il 2019 dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza anche nel territorio di Città di Castello.

Importanti attività sono state svolte fra il 2018 e il 2019 dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza anche nel territorio di Città di Castello.
Importanti attività sono state svolte fra il 2018 e il 2019 dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza anche nel territorio di Città di Castello.

Un intenso 2018 quello degli agenti di Giardia di Finanza che anche nel territorio di Città di Castello hanno svolto importanti attività. Molti i controlli in molti settori in questi 18 mesi. Contestata un’evasione fiscale di oltre 5 milioni di euro ad una società di capitali operante nel settore del commercio all’ingrosso di calzature emersa nell’ambito di un’attività di polizia economico-finanziaria. Gli uomini delle fiamme gialle hanno eseguito anche un’ispezione in una country house di lusso dove durante una cerimonia sono stati identificati 7 dipendenti tra cuochi, camerieri e altro personale utilizzato per la conduzione della struttura, risultati essere completamente in nero. La Tenenza di Città di Castello ha smascherato e denunciato due persone per aver indebitamente beneficiato della pensione di una donna deceduta da oltre 5 anni, accreditata su un conto corrente intestato alla stessa. Il vedovo e la nuora di un’anziana signora, defunta da tempo, non avendo mai provveduto a comunicare all’Inps l’avvenuto decesso, hanno infatti continuato a riscuotere l’assegno sociale mensilmente riconosciuto a quest’ultima. Su richiesta delle Fiamme Gialle, la Magistratura ha disposto il sequestro del conto corrente e delle somme illecitamente percepite. Inoltre a seguito di un’attività di indagine di iniziativa nel settore delle accise sulla produzione e sui consumi, la Tenenza di Città di Castello ha svolto un controllo nei confronti di alcune rivendite di “sigarette elettroniche” del tifernate. Una di queste è risultata essere mancante di una importante autorizzazione, in un altro caso invece è stato appurato che il riveditore oltre a prodotti base aveva messo in vendita anche prodotti preparati e miscelati artigianalmente, evadendo quindi l’accisa.