E45: Viadotto Puleto, nuovo grido d'allarme.

E45: Viadotto Puleto, nuovo grido d'allarme.
E45: Viadotto Puleto, nuovo grido d'allarme.

«E’ necessario un nuovo cambio di passo, perché la situazione si fa di giorno in giorno sempre più insostenibile»: si leva alto il grido d’allarme, degli Industriali umbri che tornano ad alzare la loro voce per la situazione del viadotto Puleto, ancora chiuso per un altro mese, minimo.

La proroga di 30 giorni richiesta nell’ambito della perizia, ha fatto rompere gli indugi perché la chiusura del viadotto sta penalizzando l’intera economia regionale.

In queste ore Maurizio Mariotti, consigliere delegato alle infrastrutture di Confindustria e Cristiano Ludovici presidente sezione Altotevere confindustria tornano insieme a far sentire la loro voce.

La chiusura di un altro mese del viadotto, che in Umbria non ha provocato alcuna reazione istituzionale «in realtà  imprese e lavoratori pagano ogni giorno sulla loro pelle questo disagio, ormai da più di 5 mesi».

Da quel 16 gennaio della dannata chiusura, poi rapertura parziale soltanto per mezzi inferiori a 3 ton e mezzo.

Un veloce calcolo? Il tragitto orte Cesena, 250 km circa, per un mezzo da 300 quintali con la e45 chiusa costa ad un’azienda  150 euro in più tra gasolio e intoppi vari.

A gravare a situazione secondo Confindustria anche la questione politica umbra: Non abbiamo più nessuno a livello istituzionale che possa fare sentire la voce di questa regione alle prese con una forte carenza a livello di infrastrutture e senza strade non si va da nessuna parte.

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