Il neo comandante Ravaglia se ne va da Città di Castello. Pronto il sostituto, ma la vicenda fa discutere.

Il neo comandante Ravaglia se ne va da Città di Castello. Pronto il sostituto, ma la vicenda fa discutere.
Il neo comandante Ravaglia se ne va da Città di Castello. Pronto il sostituto, ma la vicenda fa discutere.

Sta continuando a far parlare molto di sé la vicenda delle dimissioni del comandante tenente colonnello Marco Ravaglia dopo soli 3 mesi di incarico.

Un fulmine a ciel sereno. Per tanti è stata questa la reazione alla notizia dell'addio al neo comandante della polizia municipale.

E' lo stesso dirigente che ha affermato di aver ricevuto « una calorosissima accoglienza dai colleghi di tutti gli uffici e dall’amministrazione comunale» sottolineando che «nel corso dell’incarico c'è stato un forte sostegno e grande collaborazione con la cittadinanza, con gli altri organi di polizia, con le associazioni del territorio».

«La decisione di lasciare è maturata per motivi familiari e personali» ha concluso il comandante, che resta in carica fino a giovedì 31 gennaio e dal giorno successivo tornerà a svolgere le funzioni di vice comandante della polizia municipale nella sede di San Casciano Val di Pesa dell’Unione comunale Chianti Fiorentino, dove era stato collocato in aspettativa dopo che era risultato vincitore del concorso per dirigente-comandante del corpo dei vigili urbani. Il sindaco ha aggiunto: «Come amministrazione comunale abbiamo provveduto immediatamente allo scorrimento della graduatoria vigente, avviando le procedure per l’incarico del secondo avente diritto».

Nel frattempo c'è anche chi chiede lumi su quando accaduto. E' il consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Andrea Lignani Machesani, che in un’interrogazione, domanda: «Ci sono motivazioni di natura organizzativa o gestionale nella decisione del dottor Ravaglia?».

L'esponente dell'opposizione afferma: «E’ durato lo scarno tempo del periodo di prova l’esperienza del dottor Marco Ravaglia di Comandante dei Vigili Urbani di Città di Castello. Può darsi che sia stato un semplice problema di ambientamento, delle difficoltà anche private a dover fare una vita da pendolare, situazioni che giustificherebbero ampiamente la decisione. E’ importante che i cittadini sappiano però, se ci siano altre motivazioni di natura operativa o di organizzazione».