Sansepolcro: un museo civico e due verità

Sansepolcro: un museo civico e due verità
Sansepolcro: un museo civico e due verità

Un museo, due verità: il Museo Civico Piero della Francesca di Sansepolcro è uno solo ma le analisi sulla sua gestione sono almeno due e decisamente contrastanti: da una parte l’opposizione di Pd/InComune spara a zero sull’inconsistenza del progetto culturale sul Museo da parte dell’amministrazione. A fronte di ciò l’assessorato alla cultura traccia un bilancio decisamente positivo per l’annata 2018 e parla di “un altro anno da record” per il Museo biturgense.  Partiamo dalle critiche: i democratici mettono all’indice la mostra “Piero della Francesca: la seduzione della prospettiva”, aperta da quasi 12 mesi e in più ancora prorogata, secondo Pd/InComune con il “solo scopo di mantenere il prezzo del Museo a dieci euro invece degli otto da tariffario”. Un costo del biglietto elevato – sottolineano da parte pd - per un Museo dal quale mancano i due affreschi staccati di Piero della Francesca, prestati all’Hermitage, e altre importanti opere in restauro come il Polittico di Matteo di Giovanni e l’incoronazione di Maria di Raffaellino dal Colle, con il Tesoro della Cattedrale spostato per far posto in maniera permanente alle mostre di Civita”. Per parte sua il Comune di Sansepolcro rivendica gli ultimi 12 mesi della celebre collezione d’arte, che – si legge in una nota dell’assessorato – “si sono posti in piena continuità con il precedente, eccezionale aumento delle visite che si era registrato nel 2017. Buona parte di questo risultato si deve certamente alla conclusione del restauro della Resurrezione, commenta l’amministrazione, per la quale però contano anche  la promozione dell’offerta museale, gli interventi sulle sale e sugli allestimenti, oltre al miglioramento della fruibilità del patrimonio artistico, coi lavori ad esempio nella “Sala del Camino, o nella Sala Santi di Tito, oltre ovviamente alla Sala della Resurrezione e di altre attività come il progetto di Esplorazione Musicale che da ormai due anni arricchisce il Museo Civico di un'inconsueta appendice Sonora”.