Elaborazione di biomasse e allagamenti nella frazione di Piosina, due interrogazioni al centro delle discussioni politiche tifernati.

Elaborazione di biomasse e allagamenti nella frazione di Piosina, due interrogazioni al centro delle discussioni politiche tifernati.
Elaborazione di biomasse e allagamenti nella frazione di Piosina, due interrogazioni al centro delle discussioni politiche tifernati.

La politica tifernate non va in vacanza. Due interrogazioni nelle ultime settimane sono al centro degli interessi dell’amministrazione comunale. La prima del capogruppo della Lega Nord Marcello Rigucci che chiede al sindaco e alla giunta chiarimenti in merito all’attività dei due impianti per la lavorazione delle biomasse che si trovano a Giove e Bonsciano. Nello specifico Rugucci esige di conoscere “quale sia il parametro di legittimità del prodotto” e quali siano le valutazioni dell’Arpa” a seguito delle molte lamentale ricevute da parte di alcuni cittadini residenti nei dintorni a seguito della messa a dimora di scarti prodotti dai due gassificatori. In alcune zone segnalate – evidenzia l’esponente della Lega Nord – ci sono campi in prossimità del fiume Tevere o di fossi e la concentrazione degli scarti nel terreno può creare un’alterazione di azoto, oltre ad altre sostanze, producendo inquinamento, sia dei corsi d’acqua, che delle falde acquifere. La seconda interrogazione è già stata esposta dal presidente del consiglio comunale Vincenzo Tofanelli durante l’ultima seduta di consiglio riguarda le problematiche idrogeologiche di Piosina. In caso di intense precipitazioni infatti soprattutto nel territorio a nord della frazione tifernate ciclicamente si registrano episodi di allagamento. “L’abitato della frazione si è ampliato molto – dice Tofanelli -  le colture intorno sono intensive e si creano questi problemi. In merito ha risposto l’assessore all’ambiente Massetti che ha sottolineato come la zona sia attenzionata da anni, specialmente a monte. C’è una mappatura delle zone critiche redatta dalla Regione Umbria, che mette risorse a disposizione anche attraverso l’Afor. Verranno fatte dunque ulteriori verifiche anche in altri territori a rischio esondazione per evitare allagamenti.