Anche i fatti del Mojto di Città di Castello esaminati per le indagini della tragedia di Corinaldo.

Anche i fatti del Mojto di Città di Castello esaminati per le indagini della tragedia di Corinaldo.
Anche i fatti del Mojto di Città di Castello esaminati per le indagini della tragedia di Corinaldo.

La pista che si svuota, la gente che scappa in preda ad un forte bruciore agli occhi, è lo spray urticante che rende l’aria irrespirabile. Ma non è uno scherzo di pessimo gusto. Piuttosto una tecnica, ora si sa con certezza, per derubare gli avventori dei locali: quello che è successo a Corinaldo, con un finale tragico, era successo a Città di Castello al Mojto durante una serata con Gabri Ponte nel febbraio dello scorso anno, ed anche al Vanilla di Perugia sempre con lo stesso ospite un mese prima.

Una banda si portava lo spray in discoteca per creare panico e derubare la gente: ci sono anche furti commessi nelle due discoteche dell’Umbria sotto la lente della procura di Ancona, che ha ottenuto l’arresto per omicidio preterintenzionale di sei ragazzi del Modenese di età compresa tra 19 e 22 anni, più un settimo accusato di ricettazione, considerati i componenti della banda dello spray urticante e, soprattutto, i responsabili della strage all’Azzurra clubbing di Corinaldo (Ancona).

Qui, nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, quando era in programma il concerto di Sfera Ebbasta, morirono schiacciati dalla calca cinque adolescenti e una giovane mamma.

A Città di Castello e Perugia invece era andata meglio: solo tanto spavento, la corsa verso le uscite di sicurezza per il popolo della notte che si era trovato nei locali in quelle serate macchiate dallo spray urticante, un brutto ricordo, ma per fortuna, niente di più.