"Buone parole ma fatti incoerenti": il Prc toscano si scaglia contro il governatore sull'uso di pesticidi

"Buone parole ma fatti incoerenti": il Prc toscano si scaglia contro il governatore sull'uso di pesticidi
"Buone parole ma fatti incoerenti": il Prc toscano si scaglia contro il governatore sull'uso di pesticidi

Di nuovo alla ribalta l’aspro confronto sull’uso di pesticidi in agricoltura: si accende infatti durissima la polemica di Rifondazione Comunista aretina contro il Governatore della Toscana Enrico Rossi, in quota Liberi e Uguali, la cui giunta ha autorizzato l'utilizzo di 29 micidiali pesticidi compreso glifosato, dimetoato e clorpirifos all'interno delle aree di salvaguardia dei bacini di prelievo delle acque profonde per uso potabile...potabile!!!

Il Prc di Arezzo accusa Rossi di fare “l'ecologista e il difensore dell'ambiente, a parole”, ma di contraddirsi, e cita l’assessore toscano all'Ambiente Federica Fratoni che sentenzia “In assenza di questo regolamento vige il divieto di uso dei fertilizzanti e fitofarmaci, nelle aree di salvaguardia, intorno ai punti di captazione, con sanzioni amministrative che sono piuttosto onerose e che oscillano da 600 a 6.000 euro” (testuale dall’assessore Fratoni). Della serie "ci preoccupiamo, come giunta regionale, più delle multe che sarebbero costretti a pagare gli inquinatori di falde che della salute dei nostri cittadini". Una posizione che secondo Rifondazione è in aperta contraddizione con lo spirito e la lettera della legge italiana nonché di tutta la normativa europea e italiana sulla tutela delle acque. Da quel tavolo istituzionale ricorda il Prc - è stato partorito il  Decreto del Presidente della G.R. Toscana 20.7.2018, che il documento definisce “indecente”: nella sostanza, sintetizza la nota di Rifondazione, “una licenza di inquinare, che consentirà in Toscana l'utilizzazione agevolata del glifosato e di altri 28 pesticidi, proprio nelle aree di rispetto a ridosso delle sorgenti e dei pozzi di attingimento per la rete idrica potabile”. Fin qui questa nota politica: la vicenda è in ogni caso da seguire con attenzione, visti i regolamenti già approvati in tre comuni della vallata (Sansepolcro, Città di Castello ma prima di tutti in ordine di tempo Citerna).  E almeno quello della toscana Sansepolcro potrebbe venire così svuotato di significato.