Provincia di Arezzo allevamenti a picco

Provincia di Arezzo allevamenti a picco
Provincia di Arezzo allevamenti a picco

Allevamenti a rischio di estinzione in provincia di Arezzo: in sette anni 392 imprese del settore hanno chiuso l’attività e il numero di ovini e caprini è calato del 34,3%, mentre le aziende di questo specifico settore sono precipitate numericamente da 822 a 541. Quanto gli allevamenti di bovini, che vanno dalla chianina per la carne alla frisona per il latte, fino alle bufale per la mozzarella, hanno fatto registrare una flessione del 20%, da 565 a 454. In campo bovino le imprese che allevavano più di cinque capi di bestiame si sono rivelate 41 in meno, con un calo da 327 a 286, pari al -13%. Dati assai allarmanti, commentati da Maurizio Marchetti,  capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Toscana, il quale ha accusato la Regione di aver dimostrato “di non saper né agire né reagire»: ed è stata la stessa giunta regionale a fornire i dati relativi alla mortalità delle imprese zootecniche. Il rischio, assai serio, è quello di perdere un patrimonio non solo produttivo, ma anche culturale che caratterizza questi territori. “Per non parlare – ha affermato l’esponente azzurro - della perdita in termini di valore genetico per quanto riguarda la selezione di alcune delle razze autoctone”. Accanto a ciò c’è il problema dei predatori: in Toscana i lupi sono circa 600, ma altrettanti sono gli ibridi, cioè gli incroci fra lupo e cane, specie fra l’altro non protetta, e su questi secondo Marchetti bisognerebbe agire con i prelievi, cosa che con i lupi di sangue puro è assai più complicata. Per Forza Italia bisogna “ribaltare l’approccio strategico”: anziché affidarsi a politiche di indennizzo dei danni che lasciano a carico dei pastori tutti gli oneri di spesa legati a prevenzione e burocrazia, e che risarciscono in tempi troppo dilatati per essere sostenibili per i piccoli allevatori”, Marchetti sostiene che è necessario “partire da prima del danno ed evitare che si verifichi, con misure incentivanti rispetto agli strumenti di difesa passiva e con il contenimento degli esemplari ibridi” azioni queste a parere di Forza Italia “non più rinviabili».