Il Comitato Salute Ambiente Calzolaro: "A Belladanza è guerra sui rifiuti: vogliamo fatti non più chiacchiere!"

Il Comitato Salute Ambiente Calzolaro: "A Belladanza è guerra sui rifiuti: vogliamo fatti non più chiacchiere!"
Il Comitato Salute Ambiente Calzolaro: "A Belladanza è guerra sui rifiuti: vogliamo fatti non più chiacchiere!"

Il Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere sud dopo il convegno del 16 marzo scorso, torna a parlare delle problematiche legate alla presenza di impianti che lavorano i rifiuti all’interno dei centri abitati. E lo fanno rivolgendosi direttamente alle amministrazioni comunali di Città Di Castello e Umbertide chiedendo che le aziende insalubri vengano spostate altrove e che vengano installate due centraline. Segue il comunicato stampa del Comitato.

Il convegno molto partecipato del 16 marzo a Trestina, che il Comitato Salute  Ambiente Calzolaro Trestina  Altotevere  Sud  ha organizzato con grande attenzione e rispetto di tutte le componenti tecniche, politiche, sociali e scientifiche,  ha posto in evidenza con chiarezza,  obiettività e professionalità, le problematiche ed i pericoli per la salute, che certi insediamenti produttivi causano  alle popolazioni del nostro territorio.

Queste tipologie di impianti che lavorano rifiuti speciali non possono e non devono essere collocati accanto o addirittura all’interno di centri abitati, ancorché in precise zone caratterizzate dal piano regolatore come zone per insediamenti produttivi, ma che, a causa della progressiva antropizzazione nel tempo, sono diventate, di fatto, zone miste abitativo/produttive. Del resto la legge Italiana è molto chiara su questo argomento.

Le amministrazioni comunali, sia di Città di Castello sia di Umbertide, uniche attrici da sempre dello sviluppo urbanistico del nostro territorio,  non possono oggi essere assolte dalle responsabilità per le  scelte compiute negli anni precedenti, i cui effetti  hanno prodotto, nei nostri territori, troppo sacrificati, oltre al degrado, anche  problematiche di carattere igienico/sanitario che oggi, con una forte presa di coscienza della popolazione, vengono tristemente alla ribalta.

Nessuno è contrario all’insediamento di attività produttive anzi,  ben vengano imprenditori che investono e creano occupazione nei nostri territori, è necessario tuttavia che un concetto sia molto chiaro, non vogliamo e non accettiamo opifici a ridosso di civili abitazioni, la cui produzione può essere dannosa per la salute delle persone  che vivono con le proprie famiglie nelle nostre vallate, come del resto prevedono lo stesso piano regionale dei rifiuti, il Testo Unico Ambiente e le direttive comunitarie.

Quando le aziende insalubri verranno delocalizzate, come pretendiamo ed è giusto che avvenga, in area più idonea, lontano dalle abitazioni civili, ci sarà comunque necessità delle centraline, promesse ormai da quasi un anno.

Per la misurazione della qualità dell’aria, che tutti respiriamo, è opportuno inserire queste stazioni di monitoraggio nel Piano Regionale della qualità dell’aria, perché è ormai vecchio di 4 anni.

Sono necessarie 2 centraline, una stazione industriale e una stazione urbana, con validazione dei dati automatica in tempo reale, anziché effettuata manualmente.

Non ci accontentiamo delle auto-misurazioni pagate dalle stesse aziende insalubri, è opportuno eseguire anche delle misurazioni in contraddittorio, in modo da garantire a tutti, azienda e cittadini, imparzialità di verifica e esiti.

Il diritto alla salute, sancito anche dalla nostra Costituzione, è il principio ispiratore del Comitato ed è l’obiettivo verso il quale riteniamo necessario orientarsi.

Non è accettabile scambiare la tutela della salute con un posto di lavoro, non è dunque moralmente corretto porre il problema nell’ottica di una battaglia contro gli insediamenti produttivi con il mero fine di difendere l’indifendibile o di tutelare altri aspetti che purtroppo, troppo spesso, portano alla ribalta episodi, sotto gli occhi di tutti, di corruzione, concussione, contiguità e malgoverno.

Al riguardo, vorremmo anche stigmatizzare il comportamento dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Città di Castello M. Massetti che, da una parte, seppure invitato, diserta il confronto con la popolazione (vedi l’assenza al convegno di Trestina del 16 marzo) mentre dall’altra in occasione delle scelte compiute sulla discarica di Belladanza, magnifica il comportamento dell’Amministrazione Comunale  in tema di indirizzo della controllata SO.GE.PU. S.p.A. e afferma, come riportato dalla stampa odierna, riferendosi appunto alla Sogepu: “tuttavia quello che è riuscita ad ottenere non lo ha fatto in autonomia ma rispettando precisi indirizzi e determinazioni del Consiglio”.  A questo punto allora ci sovvengono altre dichiarazioni, quelle di un recente passato quando si trattava di spendere diversi milioni di euro della società controllata dal Comune di Città di Castello per l’acquisizione di una società privata in località Calzolaro, sostenendo, in quel caso, che le scelte di So.Ge.Pu., in quanto azienda privata, erano autonome e indipendenti e che l’Amministrazione Comunale si limitava ad approvare il piano Industriale dalla stessa realizzato.

Vorremmo sommessamente far notare al nostro Assessore, che ci sembra una contraddizione sostenere che la “controllata” del Comune è, in certi casi, autonoma nelle scelte imprenditoriali, mentre, in altri, tali scelte sono il frutto di precisi indirizzi e determinazioni del Consiglio; delle due l’una!

Il Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere Sud è e continuerà ad essere sempre a fianco del Comitato Belladanza e di tutti coloro che nelle nostre vallate operano per la tutela della salute e la difesa dell’ambiente contro qualsiasi tipo di speculazione. 

L’affaire rifiuti ha assunto oggi connotazioni malavitose che dovrebbero far riflettere tutti e che come affermato dal Giudice Paolo Borsellino per le problematiche di mafia dovrebbe favorire “un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

Siamo fiduciosi che l’unione fa la forza e la partecipazione di tutti ci permetterà di risolvere questi gravi disagi, oggi venuti finalmente alla luce

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