Tassa sul soggiorno per i turisti: un'ipotesi al centro del consiglio comunale

Tassa sul soggiorno per i turisti: un'ipotesi al centro del consiglio comunale
Tassa sul soggiorno per i turisti: un'ipotesi al centro del consiglio comunale

La tassa di soggiorno per i turisti a Città di Castello? Per ora solo un’ipotesi, ma il Comune aprirà un confronto con tutti gli operatori di questo settore. L’argomento è finito nuovamente al centro del consiglio comunale quando l’assessore Riccardo Carletti ha fatto il punto della situazione chiarendo i termini di questo percorso ed evidenziando le grandi potenzialità della città che meritano un approfondimento nell’ambito del quale la partita della tassa di soggiorno non è una pregiudiziale. Il vero nodo da sciogliere è come investire gli introiti di questa tassa: tra le ipotesi ci sono un fondo per fare la promozione e un piano marketing che non si affidi solo alle campagne di enti superiori come la Regione. La tassa, eventualmente prevista nel 2019, è un modo per integrare la diminuzione dei fondi e per aiutare il settore in varie direzioni, quindi non solo risorse per la promozione ma anche tagli alla tassazione degli albergatori. Per prendere posizione in un mercato selvaggio come quello del turismo, secondo Carletti anche Città di Castello deve attrezzarsi soprattutto dal punto di vista finanziario.  A sollevare la questione era stato Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, che aveva evidenziato il calo turistico registrato nel 2017, dove a fronte di un aumento del 2 per cento di arrivi vi era stata un’inflessione dell’11 per cento delle presenze, soprattutto di stranieri. Lo stesso consigliere di opposizione ha proposto di pianificare al meglio l’eventuale destinazione degli introiti, che giustifichi l’imposizione della tassa con un piano di interventi specifico per la città.