Nel comune di Città di Castello i dati relativi all'evasione fiscale sono positivi

Nel comune di Città di Castello i dati relativi all'evasione fiscale sono positivi
Nel comune di Città di Castello i dati relativi all'evasione fiscale sono positivi

Dati positivi a Città di Castello sulla lotta all’evasione fiscale. È quanto è stato recentemente comunicato dal comune tifernate. Come confermato da un’indagine conoscitiva della Corte dei Conti, relativi a Imu e Ici, nel corso del 2017 sono stati accertati nel bilancio a titolo recupero sul gettito IMU ed ICI oltre un milione e mezzo di euro. Le imposte sulla casa hanno subito negli ultimi anni diverse modifiche nell’oggetto e nella dicitura. L’ICI, ufficialmente scomparsa nel 2011 che interessava tutti gli immobili, è stata sostituita da Imu, Imposta municipale propria, che grava parimenti su tutti gli immobili escluso le abitazioni principali con la sola eccezione di quelle di lusso (dimore signorili, ville e castelli, ecc) . Nel 2014 e 2015 è stata applicata la Tasi, che dal 2016 a Città di Castello non è più esigibile, se non per i cosiddetti immobili merce, edifici in conto vendita, spesso di proprietà delle ditte edili. Per l’Amministrazione comunale di Città di Castello, che, attraverso l’assessorato al Bilancio, rende noti i risultati dell’indagine, l’evasione rimane uno strumento per garantire l’equità fiscale e in prospettiva in contenimento del prelievo. La logica rimane pagare tutti per pagare meno.

Inoltre nessuna tassa grava sulle abitazioni principali. In questo senso gli Uffici sono impegnati a fondo in un dialogo costruttivo con il contribuente, oggi favorito anche dalla nuova figura del mediatore tributario, attivato dal Comune di Città di Castello grazie a competenze interne già a disposizione dell’ente. La partita del recupero sull’ICI è ormai conclusa dalla prescrizione del termini del reclamo ma quella sull’IMU andrà avanti, anche in considerazione del rilievo che tali poste hanno nel bilancio comunale, in cui pesano per circa un sesto, pari a sette milioni e seicentomila euro a cui va aggiunto un milione e trecentomila euro derivante dal Fondo di solidarietà dello Stato.

Tuttavia per l’Amministrazione la giusta lotta all’evasione deve essere contemperata in un contesto, ancora provato dalle conseguenze della crisi e dalla caduta dei redditi che ha determinato. Un approccio dialogante è stato adottato nei confronti dei cittadini e, nonostante siano stati emessi oltre 441 avvisi di accertamento, che hanno interessato 163 contribuenti, il numeri del contenzioso sono molto bassi. Nell’ultimo triennio i ricorsi alle commissioni tributarie per Imu ed Ici sono stati soltanto tre di cui due vinti ed uno in attesa di sviluppi, dopo l’esperimento della procedura di mediazione tributaria seguita dal servizio legale interno.