Rilanciare l'agricoltura in Vatiberina, a chiedere risposte è il capogruppo di Forza Italia Tonino Giunti.

Rilanciare l'agricoltura in Vatiberina, a chiedere risposte è il capogruppo di Forza Italia Tonino Giunti.
Rilanciare l'agricoltura in Vatiberina, a chiedere risposte è il capogruppo di Forza Italia Tonino Giunti.

La liquidazione del Molino Sociale, una ferita per l’economia della Valtiberina Toscana che non si è mai chiusa: lo ricorda oggi a Sansepolcro Forza Italia per voce del suo capogruppo Tonino Giunti, il quale si chiede se si voglia o no il rilancio dell’agricoltura in Valtiberina: sono infatti passati ben otto anni dal giorno della delibera di messa in liquidazione del  Molino Sociale. Dopo quel dicembre del 2010, ben due società  denominate SAV (ovvero Società Agricola Valtiberina) si sono succedute  nella proprietà del complesso immobiliare. L’ultima è fallita.  Ad oggi il tutto deve essere venduto all’asta, lasciando uno strascico di creditori e di soci, che sono stati esautorati  dalla politica  della loro proprietà.  Quindi mentre il Molino Sociale è tuttora in liquidazione, l’ultima società che lo ha rilevato è andata in fallimento e i beni sono all’asta. Forza Italia sostiene che quelle vicende hanno portato “a un vero e proprio impoverimento della nostra agricoltura, dato che  il Molino Sociale era un centro di riferimento per più di un migliaio di piccoli imprenditori agricoli”. Gli agricoltori si sono indirizzati verso nuovi centri di vendita di materie prime e di ritiro e stoccaggio di prodotti agricoli; manca però tuttora un riferimento  unico Valtiberino. Così Giunti e Forza Italia esprimono la forte preoccupazione “che la proprietà venga venduta all’asta in lotti separati, così che non potrà più avere un unico soggetto proprietario”. E allora il suggerimento di Forza Italia è quello di creare “una società da parte degli ex soci, che erano circa 1500, e che questa società acquisti all’asta il compendio immobiliare e lo dia a gestire a un soggetto, anche gratuitamente, così che si rilanci l’agricoltura portando, perché no, anche nuove colture”.