Dopo la riapertura della galleria incendiata facciamo il punto sulla sicurezza

Dopo la riapertura della galleria incendiata facciamo il punto sulla sicurezza
Dopo la riapertura della galleria incendiata facciamo il punto sulla sicurezza

E' stata riaperta in condizioni di massima sicurezza la galleria di Monte Coronaro che nei giorni scorsi era stata teatro di una grave incendio divampato dal vano motore di un tir. Siamo andati a controllare le attuali condizioni della galleria e lo scenario sembra essere più quello di un thriller americano, che di una galleria di 910metri che, come detto, è stata riaperta in totale sicurezza. La stessa Anas ha redatto un manuale di oltre 200 pagine in cui si spiegano le linee guida per la progettazione della sicurezza nelle gallerie. Interi capitoli parlano di misure di sicurezza e di valutazione delle varie forme di efficacia ed efficienza delle stesse. Per la precisione alla pagina 22 si legge che - la progettazione della sicurezza non può riferirsi ai soli concetti di scenario incidentale ed evento dimensionante ma deve riferirsi ai concetti di insieme probabilistico di scenario di esodo e di distribuzioni attese del danno correlate attraverso la simulazione del flusso del pericolo e del processo di esodo in una determinata galleria – e ancora – L’Analisi di Rischio deve essere condotta con analisi delle incertezze, e deve considerare la galleria con le sue specifiche caratteristiche, nonché tutti i sistemi di sicurezza, caratterizzati in termini di affidabilità ed efficienza, che determinano la risposta del sistema galleria alle condizioni di emergenza e definiscono le condizioni di pericolo per la popolazione esposta agli eventi critici possibili caratterizzati con la loro probabilità di accadimento. In sintesi si devono valutare delle criticità che in questo specifico tratto della E45 sono elevate. Anche se non ci sono realmente danni strutturali la galleria incendiata si presenta come un tunnel spaventoso, senza luci, senza segnaletica stradale annerita dal fumo, buia e tetra. La conformazione della stessa non aiuta di certo dato che si snoda in una semicurva in leggera pendenza, quindi entrando non se ne vede il fondo, si entra in un buco nero e soprattutto nelle giornate di sole addentrarsi in un contesto così scuro non giova agli occhi che non fanno in tempo ad abituarsi al passaggio di luce e questo è un fattore di rischio inopinabile. Mettiamoci però nelle condizioni di dire che almeno per il momento non abbiamo l’entroterra del centro Italia spaccato in due. Ma come abbiamo ricordato ieri la galleria parallela è interessata da un cantiere fermo, quindi non utilizzabile per un tempo indefinito e allora, quando verrà messa realmente in sicurezza quella incidentata e attualmente percorribile? E dove si devierà il traffico per permettere i lavori? Ma soprattutto, in caso di incidente o imprevisto, come viene fatto evacuare il traffico bloccato all’interno? Ricordiamo che 910 metri sono lunghi. Basta un guasto, una gomma bucata, cosa non improbabile lungo questa arteria, basta una minima sfortunata casualità per generare situazioni di vera emergenza. E quindi, stiamo veramente viaggiando in totale sicurezza?