I consiglieri della Lega di Città di Castello propongono un consiglio comunale aperto sulle infrastrutture

I consiglieri della Lega di Città di Castello propongono un consiglio comunale aperto sulle infrastrutture
I consiglieri della Lega di Città di Castello propongono un consiglio comunale aperto sulle infrastrutture

Chiedono un consiglio comunale sulle infrastrutture aperto al pubblico i consiglieri della Lega Valerio Mancini e Marcello Rigucci.

“Ritardi, aspettative disattese negli anni, appuntamenti rimandati nel tempo, i cittadini non ci credono più ed esigono risposte definitive. Da qui – spiegano i consiglieri Valerio Mancini e Marcello Riguccila richiesta di un consiglio aperto o comunque un evento pubblico che veda la partecipazione di utenti, sindaci, associazioni e forze politiche. Era il 2015 quando l’ex Fcu chiuse, dopo oltre 100 anni di storia. Da allora una serie di date hanno animato le pagine locali ipotizzando riaperture mai confermate; ad oggi non esiste neppure una data certa sulla riapertura del tratto Sansepolcro – Perugia. Situazione analoga per la E 78, arteria fondamentale per lo sviluppo altotiberino, la cui realizzazione, dopo decenni di promesse non mantenute, sarebbe prevista per il 2020. Anche in questo caso ci sono discrepanze all’intero della maggioranza, in Regione l’Assessore Chianella rispondendo ad una mia interrogazione, ha ipotizzato il 2023 come termine ultimo per il tratto Selci – Lama – confine marchigiano. Intanto la Galleria della Guinza rimane chiusa. Altro punto interrogativo rimane la E 45 dove il territorio aspetta interventi di manutenzione straordinaria su tutto il tratto, invece continuiamo assistiamo a cantieri spot. Il consiglio comunale aperto – continuano Mancini e Rigucci – sarà anche l’occasione per affrontare il problema della frana di Bocca Trabaria, dello stato comatoso in cui si trova SP 257 -Apecchiese e di tutte le strade provinciali che vertono in condizioni pietose. Basta proroghe – concludono i due leghisti - il nostro è un appello rivolto a tutti i parlamentari affinché possano intervenire per chiudere definitivamente la questione infrastrutture in Alta Umbria e far ripartire questa nostra regione che, dati alla mano, non può più aspettare”.