Piazza dell'Archeologia: il comune seguirà le prescrizioni del caso dopo la risoluzione dell'appalto dello scorso marzo

Piazza dell'Archeologia: il comune seguirà le prescrizioni del caso dopo la risoluzione dell'appalto dello scorso marzo
Piazza dell'Archeologia: il comune seguirà le prescrizioni del caso dopo la risoluzione dell'appalto dello scorso marzo

 

Su Piazza dell’Archeologia a Città di Castello la società Corbo Group sta dismettendo il cantiere ed è stato attivato lo scorrimento in graduatoria per individuare l’operatore che subentrerà.

«Una procedura che è strettamente regolata dalla legge, il Comune segue infatti tutte le prescrizioni del caso dopo che, il 28 marzo scorso, è stata disposta la risoluzione dell’appalto per il venire meno dell’impresa dei requisiti base».

Così l’assessore ai lavori pubblici Luca Secondi ha risposto durante il question time nel consiglio comunale di lunedì al capogruppo di Forza Italia Cesare Sassolini che aveva presentato un’interrogazione su Piazza dell’Archeologia, il cui cantiere è stato sospeso a causa di un’interdittiva Antimafia per la società che aveva vinto l’appalto.

Il caso di questo cantiere in centro storico ‘scoppia’ il 9 gennaio quando Roberto Corbo, titolare della società a cui erano stati affidati i lavori, viene arrestato durante un’operazione anti ‘ndrangheta e poi rilasciato.

Il 16 gennaio il sindaco Luciano Bacchetta aveva sospeso ufficialmente i lavori per un mese a scopo precauzionale, poi erano ripresi con scavi e demolizioni per la posa dei corpi strutturali.

Ma il 28 marzo, con un atto amministrativo, il Comune ha disposto la risoluzione contrattuale con l’azienda Corbo a seguito dell’interdittiva.

Ora che fine farà il cantiere? E che tempi di consegna ci sono? «Nel mese di dicembre scorso era stato annunciato che i lavori sarebbero terminati entro la fine dell’estate 2018. Quell’area sembra maledetta _ ha aggiunto Sassolini _ ma se il titolare fosse scagionato, per il Comune che ha risolto un contratto unilateralmente il danno economico sarebbe ingente...», ha detto il consigliere. Secondi ha infine replicato che «la revoca è prescritta dal Codice, al venire meno di determinati requisiti».