E45: Quei piloni vuoti dentro. La testimonianza di chi li ha visti costruire

E45: Quei piloni vuoti dentro. La testimonianza di chi li ha visti costruire
E45: Quei piloni vuoti dentro. La testimonianza di chi li ha visti costruire

C’è chi fa supposizioni, chi si improvvisa tecnico, ingegnere, costruttore ed esperto in genere, c’è chi ha le mani legate, c’è chi sa ma non può dire, e poi c’è chi quel tempo l’ha vissuto, il tempo in cui sorgeva la parte più maestosa della E45, in cui si costruivano viadotti imponenti per creare un collegamento importante che avrebbe unito non solo le regioni del centro Italia, ma che doveva attraversare tutta l’Europa.

“Ho visto con i miei occhi! Quando gettavano i piloni zona verghereto!!!! Avevo 8 anni e per due/tre anni, zio Antonio, che aveva fatto la guerra, il muratore, ed era ormai pensionato, 43 anni fa, mi caricava sulla sua R5 marrone e mi portava a San Piero e bagno di Romagna dove facevano i piloni per la E45.

A raccontare è Milco, cesenate, che ha affidato ai social il romanzo della sua infanzia, o almeno quella piccola parte che lo lega a questa arteria. E i ricordi viaggiano veloci.

In quelle giornate torride, con il cannocchiale (professionale...forse residuo bellico...) guardavamo mentre gettavano quei piloni...e tutti i giorni lo zio diceva diceva: “Io sarò morto Milco, ma se questi durano 50 anni è un successo! Dentro sono vuoti, alti fino a 60/70 metri, con ferro già arrugginito, calcestruzzo che sembra sabbia e con scarso cemento. Tanto quassù a controllare non ci verrà mai nessuno!”


Gli occhi del bambino che vedeva questi enormi cantieri non potevano immaginare questa realtà che oggi pare essere vicina alle parole dello zio di Milco. Ma gli utenti della strada non posso più permettersi di affidarsi solo alla speranza quando si mettono alla guida.