Sarà la commissione a valutare se si potrà introdurre il bilancio partecipativo. Approvato all'unanimità l'odg di Marco Gasperi

Sarà la commissione a valutare se si potrà introdurre il bilancio partecipativo. Approvato all'unanimità l'odg di Marco Gasperi
Sarà la commissione a valutare se si potrà introdurre il bilancio partecipativo. Approvato all'unanimità l'odg di Marco Gasperi

Sarà la commissione a valutare se ci sono le condizioni per introdurre il bilancio partecipativo a
Città di Castello: il consiglio comunale ha votato all'unanimità l'odg proposto da Marco Gasperi,
capogruppo del Movimento Cinque Stelle, e poi modificato, su indicazione del sindaco e di altre
forze politiche, per permettere una preliminare disamina di questo strumento.
Nato in Brasile a Porto Alegre nel 1989, il bilancio partecipativo, che illustra in maniera non
tecnica a che cosa sono stati destinati i soldi pubblici e i risultati che hanno ottenuto, è un
obbligo di legge, sancito dal Trattato di Maastricht e dal Testo Unico, per le amministrazioni. A
partire da questo, Gasperi, ha chiesto al consiglio comunale di Città di Castello, nella seduta di
lunedì 11 Settembre, con un ordine del giorno, "di introdurlo anche a Città di Castello, sulla
scorta di altri comuni, grandi e piccoli, di darne pubblicità, e di recepire dentro la manovra
economica le decisioni frutto delle consultazioni popolari”. Sintetizzando la storia e le funzioni di
questo strumento, Gasperi lo definisce “una forma di trasparenza ma soprattutto di
partecipazione diretta dei cittadini alla vita della propria città ed è un procedimento attraverso il
quale la popolazione partecipa alla ripartizione delle risorse, facilita scelte condivise, risponde
alle necessità e promuove la cultura della partecipazione, favorendo lo sviluppo di una
cittadinanza attiva”. “La partecipazione - ha argomentato l’esponente di opposizione - non
serve soltanto a bloccare i processi decisionali quando contrari all'interesse pubblico ma nei
casi virtuosi li favorisce, proponendo un modello di interazione fra politica e società civile
cooperativo piuttosto che competitivo e sviluppa la maturazione della coscienza di diritti e
doveri insieme alla consapevolezza delle difficoltà di vario tipo, in cui si trova ad operare
l’amministrazione comunale, ivi compresa quella difficoltà finanziaria derivante dalle scelte del
governo centrale. La condivisione delle scelte attiva quello che viene definito il welfare delle
responsabilità perché produce processi di inclusione, inoltre per la collettività la valutazione
dell’efficienza e dell’efficacia della spesa pubblica è un diritto irrinunciabile”. Secondo Gasperi “i
cittadini e gli altri portatori di interesse devono poter comprendere ogni aspetto economico-
patrimoniale e finanziario della gestione, nonché avere la possibilità attraverso la pubblicazione
online di visualizzare in dettaglio le informazioni riguardanti i principali aspetti relativi ai servizi
offerti e ai costi sostenuti”. Concretamente il bilancio partecipativo si articola in diverse fasi,
spiegate da Gasperi cosi. “Prima tappa, individuazione della quota economica, seconda fase
insediamento di una commissione e di un campione della cittadinanza che partecipa, voto per
decidere gli investimenti. Delibera del consiglio per dare corso”. Il sindaco Luciano Bacchetta
ha definito il bilancio partecipativo “affascinante ma complicato. Già è difficile per un ente
pubblico far quadrare i conti se poi aggiungiamo altre operazioni, l’efficacia dei tempi deve
essere comunque garantita.Le chiedo di parlarne in commissione insieme ai tecnici per capire
se questa idea sia applicabile”. Vittorio Morani, capogruppo del Psi, ha dichiarato che “l’idea è
valida ma sui comuni dove è stato approvato è solo in via di sperimentazione e non se ne
conosce ancora l’efficacia. Una valutazione politica tarda ad attivare. Non abbiamo bisogno di
altre sovrastrutture per dare voce ai cittadini bastano i partiti e le sedi istituzionali, come fa il
comune, portando il bilancio nei territori e confrontandosi con le forze sindacali. Parte delle
decisioni della politica sarebbero demandate ai cittadini con una frammentazione fisiologica. Ci
vorrebbero risorse aggiuntive. Continuiamo come sempre fatto. Ma siamo disponibili ad
affrontare in commissione il discorso”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, ha detto
“Per una volta mi trovo d’accordo con il sindaco. Difficile capirne il rendimento programmatico.
D’accordo con la commissione”. Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra ha parlato di “un
comune della nostra grandezza che ha riservato al bilancio partecipato 40mila euro su
40milioni di bilancio. Le amministrazione soffrono il taglio dei trasferimenti centrali, il bilancio
rimanda ai cittadini quello che la legge affida al consiglio. Sarebbe un’ubriacatura della
democrazia. Il comune sta già facendo il bilancio partecipato: tra qualche giorno inizieranno i
lavori per una mensa presso le strutture del quartiere Madonna del Latte su proposta dei
cittadini”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia ha detto che “si tratta di una
strumento di democrazia sulla spontanea partecipazione. Come convogliare questa esigenza?
Potrebbe diventare uno strumento di pressione degli appetiti. La mia proposta è quella fatta nel
dibattito delle linee programmatiche: le circoscrizioni”. Per Gaetano Zucchini, capogruppo del
Pd, “lo spirito è buono. Il processo decisionale è complicatissimo così da renderlo,
paradossalmente, poco trasparente. Potremmo rendere più leggibile il nostro bilancio,
attraverso opuscoli o il bilancio sociale, documento di rendiconto sull’impatto sociale delle
politiche. Andiamo in commissione”. Riccardo Marchetti, capogruppo della Lega Nord, ha
ritenuto importante “il bilancio perché porta ad una partecipazione superiore. Emenderei con il
passaggio in commissione”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha
detto “meritevole l’intento che ha mosso Gasperi ma la rigidità dei bilanci è tale da rendere
difficile stabilire a priori una quota di bilancio partecipativo. Dovremmo trovare forme per
stimolare la partecipazione a partire dai corpi intermedi, le categorie. Localmente potremmo
rilanciare le consulte, con cittadini non cooptati ma elezioni di secondo livello da parte del
consiglio comunale”. Il sindaco ha spiegato che “ci sono aspetti tecnici da verificare. L’atto
realisticamente più coraggioso è andare in commissione”. Gasperi ha detto di accettare la
proposta del sindaco e di emendare di conseguenza il documento