Sciopero in Toscana: a rischio pompe di benzina, spedizioni e consegne. Proteste e manifestazioni a Firenze, Calenzano, a Livorno e nel Pisano

Sciopero in Toscana: a rischio pompe di benzina, spedizioni e consegne. Proteste e manifestazioni a Firenze, Calenzano, a Livorno e nel Pisano
Sciopero in Toscana: a rischio pompe di benzina, spedizioni e consegne. Proteste e manifestazioni a Firenze, Calenzano, a Livorno e nel Pisano

In Toscana a rischio pompe di benzina, spedizioni, consegne, provviste negli scaffali della distribuzione: già da ieri, venerdì 27 ottobre, si sono fermati gli autisti della distribuzione dei carburanti. Poi, lunedì 30 e martedì 31 ottobre, incroceranno le braccia i lavoratori dell’intera filiera delle spedizioni e del trasporto (autisti, facchini, corrieri: per l’esattezza, dalle ore 00:00 del 30 alle ore 24 del 31). E questi tre giorni di sciopero (che interesseranno circa 50mila addetti toscani) segnano una mobilitazione regionale senza precedenti in Toscana; si tratta di un’agitazione lanciata da Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti contro le “inaccettabili proposte” delle associazioni datoriali ai sindacati nel tavolo di trattativa sul rinnovo del Contratto nazionale “Logistica, Trasporto Merci e Spedizione”. Tra queste: eliminare la quattordicesima, ridurre le giornate di riposo, fermare gli scatti di anzianità, dimezzare indennità di trasferta, permessi, festività e Rol. La associazioni sindacali sottolineano che il rinnovo di un contratto di lavoro non può essere raggiunto a detrimento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”. Sono trascorsi circa due anni dall’inizio delle trattative per il rinnovo del Contratto Nazionale “Logistica, Trasporto Merci e Spedizione”. La discussione, iniziata nel settembre 2015, evidenziava da subito uno scenario complicato ed in forte cambiamento. La trattativa, seppur complessa, fino alla ripresa di settembre 2017 presentava degli avanzamenti che facevano sperare in una conclusione positiva dei negoziati ma, alla richiesta delle associazioni sindacali di adeguamenti retributivi congrui e garanzie di continuità lavorativa nei cambi appalto, si è arrivati al punto di rottura. E i sindacati tuonano dichiarando di ritenere inaccettabile la proposta di introduzione di ulteriori elementi di flessibilità, organizzativa e salariale, all’interno del Contratto nazionale.