Giovedì 26 ottobre conferenza pubblica sui cibi tradizionali della Festa dei Santi e della Commemorazione dei Defunti

Giovedì 26 ottobre conferenza pubblica sui cibi tradizionali della Festa dei Santi e della Commemorazione dei Defunti
Giovedì 26 ottobre conferenza pubblica sui cibi tradizionali della Festa dei Santi e della Commemorazione dei Defunti

Un viaggio alla scoperta dei riti tradizionali e dei sapori che da sempre li accompagnano per scoprire e riscoprire la nostra storia e i nostri costumi. E’ la finalità della conferenza che si terrà giovedì 26 ottobre, alle ore 18 presso il Museo di Santa Croce di Umbertide dal titolo “... Pensando all’Aldilà”, dedicato ai cibi tradizionali della Festa di tutti Santi e della Commemorazione dei Defunti, a cura di Adriano Bottaccioli.
Abituati come siamo ad assorbire, più o meno consapevolmente, usi e costumi di paesi lontani da noi, ci siamo ormai assuefatti all’idea che Halloween sia una festa tradizionale e che, la zucca modellata a mo’ di faccia grottesca, ne sia il simbolo caratterizzante. Niente di meno vero perché, pur essendo di origine europea risalente ai Celti, questa ricorrenza, sollecitata in gran parte a scopo commerciale non ha nulla a che fare con il folclore italiano e soprattutto umbro.
La commemorazione dei defunti si rifà ad antiche tradizioni nostrane risalenti agli Etruschi ed era comune ad altri popoli dell’area mediterranea ed i riti relativi consistevano soprattutto alle offerte di cibo preparato per l’occasione e consumato nei pressi dei luoghi di sepoltura o nelle case. Cibi semplici, ma ricchi di significati sacrali, come le fave che si diceva sarebbero servite al defunto per pagare l’obolo a Caronte, che l’avrebbe traghettato fino agli Inferi.
Altre pietanze rituali, si sarebbero aggiunte nel tempo, e cioè quando alla devozione per i Defunti si aggiunse quella cristiana per i Santi, considerata festa di precetto e quindi preceduta da un giorno di astinenza dalle carni; in questa occasione si preparavano zuppe di legumi come la Bagiana e l’Imbrecciata e pesce, quello del Tevere, al quale si aggiunse più tardi quello salato come il Baccalà, le Aringhe e le Saracche.
A questi ingredienti, considerato che per l’occasione era previsto l’arrivo di parenti, si aggiungevano le castagne, cotte arrosto o lessate, e dolci come la pasta, condita con noci, miele o zucchero e cannella e le Fave dei Morti.
Di questo e di molte altre curiosità legate alla doppia ricorrenza, si parlerà giovedì 26 ottobre al Museo di Santa Croce; a fare da guida nel mondo delle tradizioni culinarie nostrane l’esperto Adriano Bottaccioli, che in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, ha messo in programma un’altra serie di interessanti iniziative dal titolo “La nostra cucina” che si terranno nei prossimi mesi.