Casa Buitoni, luogo simbolo della multinazionale Buitoni il prossimo marzo chiuderà i battenti

Casa Buitoni, luogo simbolo della multinazionale Buitoni il prossimo marzo chiuderà i battenti
Casa Buitoni, luogo simbolo della multinazionale Buitoni il prossimo marzo chiuderà i battenti

La data è ormai fissata, il 31 marzo 2018, e il percorso è ormai irreversibile: Casa Buitoni, per una venticinquina d’anni luogo immagine della Buitoni targata Nestlè, chiude i battenti. Per la verità la data è stata posposta, visto che in un primo tempo la multinazionale aveva fissato la fine di questa esperienza per il 31 dicembre prossimo. Una fine annunciata, che pone ora un punto interrogativo sul futuro occupazionale dei dipendenti, una quindicina, quasi tutti della zona. Ufficialmente non c’è nessun licenziamento ma chi vorrà restare con Nestlè quasi certamente si dovrà trasferire, forse anche all’estero. La ex Villa Fatti, maestosa struttura collocata in posizione dominante su Sansepolcro, posta com’è sulla collina sovrastante il centro urbano, non è già più da qualche tempo il centro di ricerca, sperimentazione, pubbliche relazioni e comunicazione che è stato il fiore all’occhiello della Buitoni per quasi un quarto di secolo. Infatti questo delicato e prestigioso servizio della multinazionale è in corso di allestimento negli Stati Uniti, nella città di Solon, in Ohio. Lì sono già arrivate le attrezzature per la produzione di paste fresche e pizza il cui impianto pilota diventa ora americano a tutti gli effetti. Nuova collocazione lavorativa anche per il capo cuoco, che da Sansepolcro si sposta a Singen, in Germania, dove la Nestlè gestisce un centro tecnologico dedicato alle sue produzioni alimentari. E’ un’ulteriore dimostrazione dell’indifferenza delle grandi multinazionali nei confronti della storia locale e dell’attaccamento delle popolazioni a marchi che sono divenuti simboli dei loro territori. Quanto al futuro di Villa Fatti (o ex Casa Buitoni che dir si voglia) pare che la proprietà debba restare a Nestlè, che però l’affitterebbe a una catena alberghiera che ne farebbe una residenza turistica di lusso.