Francesca Turini Bufalini e la letteratura di genere raccontate durante il convegno internazionale del 10 e 11 novembre

Francesca Turini Bufalini e la letteratura di genere raccontate durante il convegno internazionale del 10 e 11 novembre
Francesca Turini Bufalini e la letteratura di genere raccontate durante il convegno internazionale del 10 e 11 novembre

Le giornate del Convegno, svoltosi a San Giustino e a Città di Castello il 10 e l’11 novembre, hanno consentito di ridefinire il profilo umano e poetico di Francesca Turini Bufalini, collocata nel Castello di San Giustino, ma non solo, e studiata nella sua vita e nella sua opera. Non solo le rime e i madrigali sono stati al centro dell’esame critico. Gli studiosi hanno preso in considerazione tutta l’opera della poetessa umbro-toscana, hanno presentato la sua vita nella Valtiberina e nella città dei papi, hanno dato ragione dell’impegno profuso nella gestione dei beni ereditati e dei contrasti familiari, hanno illustrato il ruolo svolto non solo nel suo ambiente di origine, bensì anche nella Roma della Controriforma. La statura della poetessa è emersa con i suoi tratti di donna colta, legata al mondo della poesia romana del Cinquecento e capace di interpretare con efficacia non solo i motivi religiosi dominanti, bensì anche le ragioni dei dolori e delle sofferenze che ha saputo affrontare consapevolmente. Gli studiosi convenuti in Valtiberina hanno offerto spunti di grande interesse nella ricerca di temi, motivi e forme che hanno ispirato la poetessa di San Giustino, considerata anche nello svolgimento letterario dal Trecento al Seicento, da Petrarca a Boccaccio agli autori contemporanei.
Un percorso avviato, e che merita di essere proseguito, ha riguardato la “letteratura di genere” nella storia civile, non solo italiana. Fin dagli anni Settanta del secolo scorso è stata avviata la rilettura (e quindi la ricollocazione critica) del patrimonio letterario che le donne ci hanno tramandato. Riconosciuto che le donne, anche nella grande civiltà del Rinascimento, hanno occupato ruoli subalterni, pur combattendo per l’affermazione della propria identità, la domanda a cui a San Giustino e a Città di Castello gli studiosi hanno cercato di rispondere non poteva non riguardare «che cosa si debba intendere per letteratura di genere». Le risposte sono state efficaci. Hanno investito da un lato la costruzione del «canone di genere», dall’altro la ricchezza della produzione, soprattutto negli ultimi due secoli. L’opera di alcune protagoniste della civiltà letteraria contemporanea, esaminata con raffinati strumenti di indagine, non solo ha dimostrato di non temere alcun confronto con la produzione “maschile” dominante, ma ha affascinato per la ricchezza e l’originalità degli esiti conseguiti.