Altotevere senza frontiere, sette anni di impegno dalla parte degli ultimi. Prossimi appuntamenti: Festival della solidarietà e Slow foot


Una grande festa in occasione dei sette anni di attività dell’associazione Altotevere senza frontiere Onlus. Sabato 25 marzo oltre 100 partecipanti si sono ritrovati alla sala polivalente della Madonna del Latte per la cena di beneficenza  promossa dai giovani che, partiti dalle tendopoli de L’Aquila, hanno esteso le loro azioni dal nostro territorio al campo internazionale.

Durante la serata, alla quale hanno preso parte anche i rappresentanti della Caritas diocesana tifernate e dei Comuni altotiberini,  i ragazzi dell’associazione hanno raccontato con foto e video i progetti portati avanti nell’ultimo periodo e i traguardi futuri. In particolare si è parlato dell’emergenza terremoto di Norcia-Amatrice, che ha visto Altotevere senza frontiere coinvolta con raccolte di viveri e vestiario. “La presenza costante ogni fine settimana nelle aree terremotate - hanno assicurato i volontari - proseguirà anche nei prossimi mesi in collaborazione con gli enti che operano nell’emergenza”. Nei giorni scorsi, inoltre, è partita una parte del  carico della raccolta viveri del 18 marzo scorso destinata alla casa famiglia per bambini di Leskoc in Kosovo, una realtà solidale fondata nel 1999 grazie all’impegno di alcuni volontari italiani e sostenuta dal 2010 anche da Asf. Un’altra parte è già stata destinata all’Emporio della solidarietà, il supermercato solidale per la famiglie bisognose dell’Alta Valle del Tevere.

Infine è stata presentata in anteprima la settima edizione del “Festival della solidarietà”, la manifestazione a scopo benefico che tornerà nei giorni 14-15-16 luglio al parco Ansa del Tevere di Città di Castello. Il tema di quest’anno sarà “Abitare i confini”. “Abbiamo scelto questo tema – hanno affermato i volontari - perché crediamo che sia un’urgenza del nostro tempo. La sfida è quella di ripensarli come uno ‘spazio di condivisione’, in cui è possibile sostare e incontrarsiAbitare i confini è avere il coraggio di mettersi in discussione, di aprirsi alla diversità, di conoscersi e dialogare in una situazione alla pari, dove ogni unicità diventa ricchezza”.

Il prossimo appuntamento sarà domenica 2 aprile con “Slow foot”, la “camminata lenta”  tra storia e natura che sarà dedicata a un percorso ad anello alla scoperta dell’antica abbazia di Montemaggiore (Città di Castello).