Pubblico numeroso alla PINACOTECA COMUNALE DI CITTÀ DI CASTELLO per l’apertura della mostra VIOLENTI CONFINI


Si è tenuta sabato 29 aprile, presso la Pinacoteca Comunale di Città di Castello l’inaugurazione della mostra Violenti confini, con la partecipazione di un pubblico numeroso interessato ad approfondire le tematiche affrontate dal percorso espositivo. Attraverso le opere di ventuno artisti contemporanei di rilievo internazionale, la mostra indaga il concetto di confine e la sua rappresentazione in diversi ambiti, da quello geografico a quello sociale, da quello politico a quello biografico, con uno sguardo attento all’attualità, alla ridefinizione di vecchie e nuove frontiere e ai fenomeni dei flussi migratori.

Il progetto – ideato e curato dalla casa editrice Magonza con il contributo scientifico dell’antropologo e sociologo Pietro Bellasi – prende avvio da alcune mappe storiche provenienti dalle collezioni museali di Città di Castello, valorizzando il patrimonio del territorio umbro e testimoniando come l’interesse per questo argomento trascenda epoche diverse.

Ad apertura dell'esposizione sono intervenuti: il Vicesindaco e Assessore alla cultura Michele Bettarelli, che ha posto l’accento sull’importanza di sostenere e promuovere un’iniziativa tanto prestigiosa quanto importante per il contesto culturale tifernate, dove l’arte contemporanea ha assunto un ruolo primario consolidando l’immagine di Città di Castello tra le mete di arte e di turismo; l’Assessore regionale Fernanda Cecchini, che ha sottolineato come il tema del confine faccia parte del nostro quotidiano, rendendo la mostra più che mai attuale; il Presidente dell’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio Fabio Nisi, che ha definito il progetto “formidabile” per gli spunti di riflessione offerti dalle interpretazioni degli artisti coinvolti, eterogenei per provenienza geografica, generazione e ricerca stilistica; Pietro Bellasi, sociologo e antropologo, e Alberto Fiz, critico, curatore e giornalista, che con l’ausilio di immagini proiettate hanno presentato la mostra, mettendo in luce il potenziale artistico, evocativo e creativo che da sempre accompagna l’idea di confine e di limite.

Un ringraziamento particolare è andato ad Alessandro Sarteanesi, Direttore Editoriale Magonza; Arianna Mencarelli, Art Director Magonza; Moira Chiavarini, storica dell’arte e redattrice Magonza; Saverio Verini, storico dell’arte e curatore.

Violenti confini parla quindi di identità, intesa come qualcosa che non si definisce solo in base a una radice geografica ma che è soprattutto prodotto di esperienze e di relazioni; qualcosa che non è fissato una volta per tutte, ma che è vivo e mobile, che resiste alle semplificazioni e alle classificazioni.

I lavori esposti – installazioni, dipinti, disegni, sculture, fotografie, video – sono stati realizzati perlopiù negli ultimi decenni, sino a includere un progetto concepito appositamente per l’occasione dall’artista tifernate Marco Baldicchi.

L’allestimento si snoda in cinque ambienti, ognuno dei quali presenta una variazione sul tema.

Il rapporto tra passato e presente, fil rouge dell’intera mostra, è ben espresso nella stanza iniziale, dove antiche mappe dialogano proprio con l’intervento site specific di Marco Baldicchi. Il confine, inteso come “trauma”, è oggetto dei lavori di Alighiero Boetti, Mircea Cantor, Dina Danish, Margherita Moscardini e Pietro Ruffo, nella seconda stanza. Il percorso prosegue con Filippo Berta, Nicolò Degiorgis, Mona Hatoum e Jon Rafman, i cui lavori affrontano il tema del confine come questione sociale e relazionale, con una forte attenzione alla presenza umana. Si concentrano invece sul confine immateriale, come soglia da oltrepassare, le opere di Christo, Paolo Icaro, Jiří Kolář, Sandro Martini, Claudio Parmiggiani e Giuseppe Spagnulo, che popolano il quarto ambiente. L’ultima stanza è dedicata a una lettura del confine in chiave biografica, con opere di Flavio Favelli, Mario Giacomelli, Adrian Paci, Dim Sampaio e Luca Vitone

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Magonza, con i contributi critici di Pietro Bellasi, Alberto Fiz e Saverio Verini, schede sulle opere e sugli artisti, e un apparato iconografico dei lavori esposti.

Orari di apertura della mostra da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle ore 18.00). Chiuso il lunedì (non festivo).

Ingresso 6 euro per la mostra Violenti confini / 10 euro per la Collezione permanente della Pinacoteca Comunale di Città di Castello e per la mostra Violenti confini.

Pinacoteca Comunale di Città di Castello
Via Cannoniera, 22/A, 06012 Città di Castello (PG) - 075 8554202 - 075 8520656 / per prenotazioni e visite guidate: atlanteserviziculturali@gmail.com / www.magonzaeditore.it

Ufficio stampa mostra Violenti confini
Marta Colombo - Email: martacolombo@gmail.com - mob.: +39 340 34 42 805