La benedizione delle casalinghe: acqua santa sui mattarelli, grembiuli e chiavi di casa

La benedizione delle casalinghe: acqua santa sui mattarelli, grembiuli e chiavi di casa
La benedizione delle casalinghe: acqua santa sui mattarelli, grembiuli e chiavi di casa

Acqua benedetta su grembiuli, pane, chiavi di casa, mattarelli e attrezzi di lavoro quotidiano: casalinghe di ogni età in chiesa per la prima benedizione collettiva in occasione di Santa Marta, patrona della “categoria”. L’inedito appello lanciato nei giorni scorsi da don Giorgio Mariotti, parroco di Nuvole-Piosina-Astucci a presentarsi al cospetto della santa con grembiuli, chiavi di casa ed altri arnesi del mestiere è stato accolto da numerose massaie non solo della zona al confine fra Umbria e Toscana. La piccola chiesa di Astucci, nel comune di Città di Castello, dove ieri mattina alle ore 10, l’intraprendente Don Giorgio (ex-commerciante che in tarda età, nove anni fa, a 59 anni ha deciso di indossare gli abiti sacri) ha celebrato la messa in onore della santa, non è riuscita a contenere le numerose persone accorse per l’occasione a partecipare alla due giorni organizzata dalla locale Pro-Loco, che nel pomeriggio prevede, per restare in tema, una sfida culinaria con farina uova e mattarello, per la migliore tagliatella preparata sotto gli occhi di una inflessibile giuria (pranzo per quattro persone e grembiuli in palio). La funzione religiosa si è svolta all’aperto in un’area adiacente la chiesa dove è stato posizionato l’altare. “Come ci ha ricordato più volte Papa Francesco, il lavoro casalingo fa parte delle mille forme del lavoro che contribuisce anch’esso alla cura del bene comune – ha dichiarato dall’altare, don Giorgio Mariotti, nel corso dell’omelia dedicata alle regine della casa – oggi abbiamo voluto dedicare un po’ di attenzione a Santa Marta di Betania, protettrice di casalinghe, domestiche, cuoche e albergatori che è naturalmente ispirazione per il nome della Domus Sanctae Marthae, la Casa Santa Marta, dove ha scelto di vivere Francesco.

Marta, sorella di Lazzaro, l’amico che Gesù ha risuscitato, è infatti il simbolo dell’ospitalità. In lingua aramaica, Marta significa “signora”.” In prima fila ad ascoltare con attenzione la partecipata omelia di Don Giorgio anche alcuni rappresentanti istituzionali, il presidente del consiglio comunale di Città di Castello, Vincenzo Tofanelli, il consigliere regionale, Valerio Mancini, che con la loro presenza hanno voluto rimarcare anche il valore sociale di questa inedita iniziativa di carattere religioso, la prima in Italia. Anche il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta che ha confermato la presenza all’evento del pomeriggio dedicato alla figura sociale delle casalinghe, ha sottolineato la buona riuscita dell’iniziativa, “che è riuscita a rinsaldare i legami e le tradizioni di una comunità”. Aspersorio alla mano, al termine della funzione religiosa, Don Giorgio Mariotti, affiancato dai diaconi, Lucio Crispoltoni e Giorgio Fiorucci, ha dispensato acqua santa su mattarello e grembiule, simboli del lavoro fra le mura domestiche, in bella mostra sopra l’altare e sulle teste chinate in silenziosa devozione dei fedeli venuti fin quassù in questa chiesetta di campagna, in una torrida domenica di agosto a chiedere l’intercessione della santa e proseguire con maggiore forza e determinazione nell’opera silenziosa e quotidiana di pulizie, rammendi, cucina, spese e commissioni varie. “Non solo oggi che celebriamo la santa protettrice, Santa Marta, dobbiamo ricordarci del ruolo fondamentale che svolgono le casalinghe donne e uomini che siano all’interno delle mura domestiche, nella famiglia e nella società – ha tuonato ancora Don Giorgio – anche negli altri giorni dell’anno bisognerà tenere presente questa categoria di persone che a pieno titolo fanno parte e contribuiscono alla crescita della nostra comunità. Per questo vi diciamo grazie e vi benediciamo”. Prima della conclusione della messa Don Giorgio Mariotti ha letto la preghiera della casalinga: “ti offro le mie fatiche, le mie sofferenze, lo stress della routine quotidiana, qualche volta dimenticato dai figli e dal consorte e chiedo che la tua grazia li accompagni sempre”.

Un vero e proprio evento, che tra l’altro cade in un momento di profonda crisi della categoria quella delle casalinghe, oltre 7 milioni nel 2016, 518 mila in meno rispetto a 10 anni fa (fonte ultimo report Istat). La loro età media è 60 anni. Le ultra 65enni superano i 3 milioni e rappresentano il 40,9% del totale, quelle più giovani (fino a 34 anni) sono meno di una su dieci, l'8,5%. Le casalinghe vivono prevalentemente nel Centro-Sud (63,8%). Le casalinghe in Italia lavorano duramente: quasi 49 ore a settimana, in media 2.539 ore l'anno, senza considerare ferie, più di molti lavoratori occupati al di fuori delle mura domestiche. L'Istat calcola che le donne effettuano complessivamente 50 miliardi e 694 milioni delle ore di produzione familiare l'anno (il 71% del totale) e che le casalinghe, con 20 miliardi e 349 milioni di ore, sono i soggetti che contribuiscono maggiormente a questa forma di produzione. Don Giorgio Mariotti, definito anche il prete “hi-tech”, ogni anno nel mese di febbraio, celebra nella chiesetta di Nuvole, sempre a Città di Castello, una messa nel corso della quale benedice i cellulari, i tablet e i computer, in onore di San Biagio, protettore della gola, invocando appunto l’intercessione divina per chi usa quotidianamente gli apparecchi elettronici. Questa volta però al posto di smartphone e ritrovati della tecnologia, la benedizione collettiva ha riguardato casalinghe, grembiuli e mattarelli.