Caso Splendorini Sogepu: Tiferno Insieme chiede un sopralluogo della commissione economica

Caso Splendorini Sogepu: Tiferno Insieme chiede un sopralluogo della commissione economica
Caso Splendorini Sogepu: Tiferno Insieme chiede un sopralluogo della commissione economica

I consiglieri comunali Nicola Morini e Luigina Flamini di “Tiferno Insieme” con Vincenzo Bucci ed Emanuela Arcaleni di “Castello Cambia” tornano sullo scottante tema della discarica Splendorini di Calzolaro e dopo le molte polemiche sono andati al sodo richiedendo al Presidente della Commissione tifernate Programmazione Economica Minciotti di effettuare un sopralluogo presso lo stabilimento di Calzolaro per favorire una ulteriore riflessione in merito. “Ai fattori critici già precedentemente evidenziati si sono aggiunte delle novità che il Consiglio e la Giunta di Città di Castello debbono prendere in considerazione – scrivono in una nota i consiglieri - e che dovrebbero portare ad un ripensamento complessivo del Piano Industriale di Sogepu che si sta rilevando sempre più inadeguato. Il sopralluogo infatti servirebbe a prendere coscienza della precaria situazione ambientale vissuta dalle frazioni di Calzolaro e quelle limitrofe della zona sud.

Un’attività di smaltimento rifiuti inadeguata dal punto di vista urbanistico, perché troppo impattante a causa dell’intenso e persistente puzzo e del traffico che produce. Il rapporto di Arpa Umbria ha confermato le criticità ambientali soprattutto sul fronte dell’inquinamento odorifero di “difficile tollerabilità” e ha consigliato la “rivisitazione delle autorizzazioni concesse alla ditta Splendorini” sui rifiuti trattati. Una verifica quella di Arpa che dovrebbe trovare ulteriore sviluppo nella rivelazione delle polveri sottili per scongiurare ulteriori pericoli. La chiusura del ciclo del trattamento dei rifiuti per Morini e Flamini è auspicabile e necessaria ma deve coincidere con la qualità della vita dei residenti. Urge quindi a loro parere “una riflessione sul tipo di sviluppo territoriale che abbiamo in mente visto che tali decisioni potrebbero precludere ampie zone del nostro territorio ad un’economia di tipo turistico e naturalistico alla quale invece appare fortemente vocato”.