La Camera dei Deputati ha approvato il testo di modifica alla legge quadro sui Parchi naturali

La Camera dei Deputati ha approvato il testo di modifica alla legge quadro sui Parchi naturali
La Camera dei Deputati ha approvato il testo di modifica alla legge quadro sui Parchi naturali

La riforma, che destina oltre quaranta milioni di finanziamenti nuovi e strumenti per i Parchi, mira a rendere le aree protette un modello di sviluppo sostenibile per l'intero paese.
Ci sono novità importanti anche per i criteri di selezione dei direttori e dei presidenti dei parchi nazionali, per i quali vengono introdotti requisiti rigorosi di preparazione e competenza, anche in campo ambientale. 
Entrano nei consigli direttivi degli enti Parco nazionali, affiancandosi a rappresentanti delle realtà ambientaliste, le associazioni scientifiche e gli agricoltori (e/o pescatori): presenze importanti per orientare le attività economiche locali verso la sostenibilità.

Nella composizione dei consigli direttivi dovrà essere prestata particolare attenzione alla rappresentanza femminile, una misura importante se si considera che oggi nei 23 Parchi nazionali, su 230 membri dei consigli direttivi solo 14 sono donne. Il 6%.
Si prevede anche un importante ruolo di valutazione da parte dell’Ispra, l' Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, per ciò che riguarda l'allineamento alle direttive comunitarie. Così come è importante, nell'ottica di orientare il mix energetico verso la componente rinnovabile, ricordare l'introduzione del divieto di nuove trivellazioni petrolifere nei parchi e nelle aree contigue.

Ma, novità ancora non meno rilevante, riguarda i Piani dei parchi nazionali che vengono sottoposti a Valutazione ambientale strategica, prevedendo così anche il parere del ministero dell’Ambiente e dei beni culturali rispetto al testo originale della legge 394/91 (competenza della sola Regione). 

I parchi nazionali italiani hanno, a fianco della dimensione naturale, quella culturale - l'uomo - come elemento costitutivo. Non può essere altrimenti in un Paese con una altissima densità abitativa, primo giacimento mondiale di arte e cultura.

Ci sono parchi immensi che possono essere considerati rappresentativi della wilderness: l'americano Yellowstone tra tutti. I nostri, abitati fin dalla notte dei tempi, e pieni di tracce di questa convivenza che risalgono alla più remota antichità, vivono di un equilibrio fatto di storia, tradizioni e strategie per trarre dal territorio, in modo rispettoso, gli strumenti per garantire il sostentamento a chi li abita.  Come si fa a considerare le Foreste casentinesi senza l'apporto dei camaldolesi, dei francescani della Verna, del Granducato di Toscana, di chi ha sempre plasmato e valorizzato queste terre, a partire dal suo nucleo romagnolo, La Lama? Non a caso i nuovi fondi verranno assegnati secondo criteri indicati dal Comitato nazionale per le aree protette sentito anche il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. 

Questa riforma non impedisce e non mette a repentaglio in nessuna misura la presenza di luoghi a livello di naturalità crescente fino allo status di Sasso Fratino, nelle Foreste casentinesi, prima riserva integrale costituita in Italia.