Gestione del servizio idrico: dibattito in commissione "servizi e partecipazione" con i vertici di Auri e Umbra Acque

Gestione del servizio idrico: dibattito in commissione "servizi e partecipazione" con i vertici di Auri e Umbra Acque
Gestione del servizio idrico: dibattito in commissione "servizi e partecipazione" con i vertici di Auri e Umbra Acque

“Grazie alla disponibilità dei rappresentanti dell’Auri e di Umbra Acque, abbiamo tenuto fede all’impegno preso con il consiglio comunale di promuovere un confronto ampio sulla gestione del servizio idrico integrato, nell’ottica di lavorare insieme per migliorare i servizi ai cittadini e risolvere le criticità esistenti”. E’ il commento dell’assessore all’Ambiente Massimo Massetti alla seduta della commissione “Servizi e Partecipazione” che il presidente Giovanni Procelli ha convocato ieri sera alla presenza del direttore dell’Auri Giuseppe Rossi, del presidente di Umbra Acque Gianluca Carini, dell’amministratore delegato Tiziana Buonfiglio, del consigliere Fabrizio Burini e del responsabile degli investimenti Renzo Patacca. Attraverso l’illustrazione di un documento di natura confidenziale, i consiglieri comunali sono stati portati a conoscenza che l’assemblea dei soci dell’Auri sarà chiamata a valutare una proposta di riorganizzazione dei servizi ai clienti redatta dal gruppo tecnico ristretto di sindaci dell’autorità, che ha lavorato con Umbra Acque alle soluzioni necessarie a migliorare le prestazioni dello sportello commerciale di Perugia, del call-center, del servizio guasti e dei punti di assistenza territoriali del gestore del servizio idrico integrato. Per il punto di assistenza di Città di Castello, che presenta una criticità riconosciuta dai responsabili di Umbra Acque sui tempi di attesa anche in costanza anche di una mole di lavoro particolarmente elevata con oltre 3 mila prestazioni nei primi 9 mesi di quest’anno e una media di 45 utenti al giorno, sono ipotizzate misure di intervento che terranno conto di un bisogno di domanda maggiore da parte degli utenti e di una collocazione territoriale sfavorevole rispetto all’unico punto commerciale rimasto attivo a Perugia in base alle disposizioni di legge. Tenendo conto che in sede di assemblea dei soci dell’Auri non è stato trovato un accordo sul piano che prevedeva l’attivazione di quattro punti commerciali dislocati sul territorio tra cui uno a Città di Castello, le possibili soluzioni potranno prevedere, nel rispetto della filosofia della normativa vigente sulla quale devono essere organizzati i servizi ai clienti e sulla base della quale sono stati sostenuti gli investimenti informatici, un’azione di potenziamento della funzionalità dei canali telefonici e telematici a disposizione degli utenti, che permetta di ridurre la necessità di presentarsi agli sportelli. In quest’ottica si agirà sulla facilitazione digitale con il supporto dell’operatore di sportello che permetta all’utente di effettuare personalmente le operazioni di natura commerciale attraverso gli strumenti messi a disposizione da Umbra Acque, ma anche la stipula di convenzioni con i Servizi sociali del Comune per canali di contatto privilegiati con i cittadini in maggiore difficoltà. In questo contesto, come segnale di attenzione al territorio, Umbra Acque valuterà anche la possibilità di assegnare al punto di assistenza di Città di Castello un operatore aggiuntivo, che nella fase iniziale accompagni il percorso di educazione digitale dell’utente. Nella seduta sono stati ricordati i due milioni di investimenti previsti per il quadriennio a Città di Castello a partire dal 2016, nell’ambito dei quali sono stati anticipati rispetto alla programmazione iniziale alcuni interventi di rifacimento delle condotte idriche come quello in atto in via Mazzini, per il quale verranno risolte le difficoltà attuali del cantiere, e sarà attuato all’inizio del 2018 un intervento di sostituzione delle tubazioni della linea a servizio di Promano.

Dibattito. All’interno di un dibattito che ha toccato le principali criticità, Cesare Sassolini (Forza Italia) ha lamentato la qualità del servizio di Umbra Acque, con particolare riferimento alle “mega-bollette inviate agli utenti che hanno messo in difficoltà diverse famiglie” e ai “lavori programmati senza tenere conto dell’utenza, come quelli di via Mazzini in periodo natalizio”, rispetto ai quali ha chiesto la possibilità di “ridurre le bollette ai commercianti penalizzati”. Il consigliere ha inoltre proposto di attivare servizi per gli utenti attraverso l’utilizzo della carta di identità elettronica e ha rinnovato l’istanza di prevedere una tariffa-base forfettaria per consumi minimi di acqua. Nel sollecitare spiegazioni sulle iniziative rivolte a facilitare l’accesso ai servizi digitali da parte delle fasce di popolazione più anziane, Marco Gasperi (M5S) ha chiesto chiarimenti sull’imputazione in bolletta del costo degli investimenti e sulla situazione debitoria di Umbra Acque rispetto ai canoni di gestione della rete comunale, suggerendo che le somme ancora da versare “potrebbero essere destinate alle agevolazioni di famiglie e attività della città”. “I costi del servizio idrico sono quintuplicati e le prestazioni sono peggiorate a Città di Castello, ci sono elementi di criticità su tutta l’offerta di Umbra Acque che vengono meno agli impegni legati alla qualità, all’efficienza e al risparmio contenuti nelle convenzioni stipulate con i comuni a partire dal 2002”, ha detto Vincenzo Bucci (Castello Cambia), che ha parlato di un rapporto di fiducia da recuperare con gli utenti, prospettando la necessità che il Comune valuti di recedere dalla gestione attuale se permanessero i disservizi. “Il vero problema è il servizio commerciale, rispetto al quale una realtà territoriale come Città di Castello merita un’attenzione supplementare, uno sforzo ulteriore”, ha sostenuto Gaetano Zucchini (Pd), che ha chiesto un impegno più consistente di potenziamento dello sportello e dei servizi del punto di assistenza locale, attingendo magari anche alle risorse del volontariato, e ha sollecitato il miglioramento delle prestazioni per gli allacci e la riduzione delle perdite idriche. Nel ricordare le mozioni approvate all’unanimità dal consiglio comunale dal luglio 2016, come quella per il potenziamento del punto di assistenza, Riccardo Augusto Marchetti (Lega Nord) ha lamentato l’assenza di ricadute positive dall’implementazione del nuovo sistema informatico e le condizioni di difficoltà dello sportello locale a gestire l’utenza, soprattutto per il venir meno delle prestazioni commerciali, per l’insufficiente orario al pubblico, per i tempi di attesa e la mancanza di adeguate informazioni ai cittadini, rilanciando l’ipotesi di recedere dalla convenzione con Umbra Acque. Emanuela Arcaleni(Castello Cambia) ha chiesto conto della logica di organizzazione del servizio con un unico punto commerciale e della decisione dell’Auri di non attivare altri punti nel territorio, sollecitando a valutare l’utilizzo di fondi europei per il miglioramento della rete idrica. Nel rammaricarsi che dall’Auri non sia arrivato il nullaosta all’apertura dello sportello commerciale a Città di Castello, Massimo Minciotti(Pd) ha giudicato positivamente gli interventi effettuati per la riduzione delle perdite e il miglioramento della rete, invitando a rispettare, però, la tempistica prevista per i lavori per non creare disagi a residenti ed esercenti. “C’è bisogno di recuperare un rapporto di fiducia con gli utenti”, ha chiarito il consigliere. A chiedere la primaria garanzia della qualità dell’acqua erogata è stato Vincenzo Tofanelli (Pd), che ha evidenziato come gli interventi di manutenzione richiedano ora cifre molto alte, “che se la rete fosse ammodernata con la sostituzione, anziché la riparazione delle condotte, potrebbe essere inferiore e consentire di investire per estendere la copertura del servizio”. “Bisogna fare uno sforzo per aumentare la disponibilità oraria dello sportello di Città di Castello”, ha concluso il consigliere. A sollecitare “rassicurazioni sulla qualità dell’acqua, in un territorio come il nostro dove viene praticata storicamente un’agricoltura intensiva e c’è un’alta incidenza del tumore gastrico” è stato Valerio Mancini (Lega Nord), che ha richiamato l’attenzione sull’assenza di un progetto industriale che configuri Umbra Acque come azienda multi-utility, prevedendo anche l’erogazione di altri servizi all’utenza. “Non ci accontentiamo delle soluzioni prospettate per il punto di assistenza, bisogna erogare servizi che sono una necessità, prevedendo almeno 30 ore settimanali di sportello commerciale a Città di Castello altrimenti sono pronto a manifestare tutti i mercoledì davanti alla vostra sede”, ha detto Mancini, che ha deplorato anche la gestione del cantiere in via Mazzini. A criticare un sistema gestionale nazionale che alimenta società pubblico-private in una logica di esclusivo profitto è stato Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d’Italia), che ha rilevato l’esistenza di una curva tariffaria in costante ed elevata crescita e ha sostenuto la necessità che i soci di parte pubblica di Umbra Acque esercitino un ruolo più incisivo a sostegno degli interessi dei comuni rappresentati, come pure che il Comune di Città di Castello abbia maggiore peso in seno all’Auri. A chiedere conto della realizzazione di tutti gli investimenti programmati e di come siano stati ripartiti gli interventi nell’impiantistica nei comuni soci è stato Giovanni Procelli (La Sinistra), che riferito dell’impressione che “Città di Castello abbia più dato che ricevuto nell’ambito della gestione di Umbra Acque”.

Repliche. In sede di replica, il presidente Carini e l’amministratore delegato Buonfiglio hanno dato conto dell’aumento degli investimenti aumentati nel 2016 da 10 a 15 milioni, passando da 20 a 30 euro a famiglia, e di come nell’ultimo triennio le tariffe siano aumentate di 38 euro per una famiglia media, pari a 1 euro al mese. Rispetto alle sollecitazioni del dibattito, tra le altre questioni è stato chiarito che non sono applicabili sconti agli utenti per particolari situazioni, mentre dal prossimo anno sarà possibile accedere al bonus idrico in presenza di specifici parametri Isee. Sull’operatività di Umbra Acque è stato ricordato il dato dei 18.500 interventi dall’inizio dell’anno sulla rete idrica, dovuti a una situazione delle perdite in linea con il panorama nazionale ma dovuta a investimenti insufficienti in passato ai quali innalzando gli investimenti è stato dato un segnale di controtendenza. Escludendo che la società possa entrare in altri settori gestionali, è stato evidenziato come in caso di uscita dal sistema attuale sarebbe complesso per i comuni gestire a costi inferiori il servizio e fare investimenti. Un tema sul quale si è soffermato anche il direttore dell’Auri Rossi, che ha fatto presente come la costituzione di un sistema interconnesso di erogazione idrica in Umbra renderebbe complessa una gestione comunale, ma abbia permesso di attraversare l’estate con la crisi idrica peggiore degli ultimi 40 anni senza che mancasse acqua nemmeno per un’ora nei comuni della regione, ad eccezione dell’area del Lago Trasimeno per alcune ore della notte.  In merito alla qualità dell’acqua, Rossi ha garantito che i controlli garantiscano la massima tranquillità, mentre sulle scelte di miglioramento dei servizi ai clienti che Auri andrà a valutare ha assicurato la determinazione a lavorare per una inversione di tendenza, con la strategia di mantenere i presidi territoriali che i sindaci hanno chiesto, migliorando la performance del sistema in termini di prestazioni.