GIOVANI E VANDALISMO


Le cronache riportano molti casi di atti vandalici, non ultimo quello della bomba molotov lanciata verso la facciata di una chiesa nel comune di San Giustino. Sempre più spesso infatti sentiamo parlare di “noia” come giustificazione al perché di questi insani e ingiustificati gesti, ma perché sempre più ragazzi si spingono ad osare così tanto?! Gli esperti esaminano ogni giorno i vari aspetti dei contesti in cui accadono fatti di questo tipo. Gesti che possono nascondere profondi disagi psicologici e disturbi del comportamento. Il vandalismo è un disturbo del comportamento tipico dell'età adolescenziale, che porta i ragazzi a unirsi in branco per creare un diversivo alla vita monotona di tutti i giorni e devastare quello che incontrano sul loro cammino. Spesso ciò che spinge a questi atti è l'incapacità di gestire la solitudine, un modo per distrarsi dal senso di vuoto che oggigiorno accomuna molti giovani. In altri casi il vandalismo è l'espressione della difficoltà a contenere le energie; la persona sfoga la propria rabbia sugli oggetti ed è l'unico modo che conosce per liberarsi dall'energia negativa. In alcuni casi il bersaglio è significativo: danneggiare qualcosa di specifico mostra un messaggio rivolto alla società. Chi distrugge gli oggetti simbolici può essere spinto da motivazioni di tipo sociale. Spesso si nasconde un sentimento di odio, derivante da invidie, gelosie e desideri di vendetta per aver subito dei torti. All'origine ci sono molte volte problematiche familiari e rapporti conflittuali con i genitori; ma anche un clima di violenza nell'ambiente che si frequenta può sviluppare questo tipo di comportamenti. Anche l'abuso di alcol, è un fattore scatenante di questi disturbi, perché toglie i freni inibitori. Gli esperti spiegano come sia importante che parta dalla famiglia e anche dalla scuola la forza nell’affrontare questa problematica cercando di comunicare e di non dare messaggi sbagliati. Il dialogo deve essere sempre alla base di ogni rapporto per poter capire e risolvere prima che una semplice bravata costi cara alla vita di qualcuno.