Agricoltura aretina: cala il prezzo delle produzioni che così crollano

Agricoltura aretina: cala il prezzo delle produzioni che così crollano
Agricoltura aretina: cala il prezzo delle produzioni che così crollano

Il territorio di Arezzo e provincia da qualche anno a questa parte vede ridursi sempre più un patrimonio agricolo importante, quello orticolo ma soprattutto quello della frutta: molte piante di mele, pere, pesche, albicocche e altri frutti vanno rapidamente scomparendo. L’allarme lo dà il Presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo Tulio Marcelli, secondo il quale "a determinare la scomparsa delle piante da frutto è stato il crollo dei prezzi pagati agli agricoltori, che non riescono più a coprire neanche i costi di produzione, per effetto di una vera invasione di frutta straniera che viene spesso spacciata per italiana". Pesche e angurie greche, pomodorini provenienti dalle coste africane e nettarine spagnole vengono infatti venduti come nazionali. A dimostrazione di questo nei giorni scorsi nel porto di Brindisi è avvenuto il sequestro di oltre 19.000 chilogrammi di pesche provenienti dalla Grecia già etichettate come se fossero di origine italiana. Coldiretti Arezzo già da tempo chiede che sia alzato il livello di attenzione e dei controlli e sottolinea il prezioso contributo delle forze dell'ordine per il lavoro quotidiano che svolgono. In realtà, in questa estate siccitosa l'ortofrutta degli imprenditori agricoli della provincia di Arezzo, pur nelle difficoltà determinate dalla carenza di acqua, si mostra in buona qualità e con elevato grado zuccherino. Ma il Direttore di Coldiretti Arezzo Mario Rossi precisa che "purtroppo nelle campagne le aziende agricole soffrono per i prezzi che non coprono i costi di produzione per prodotti come albicocche, pesche e nettarine, meloni e angurie, ma anche pomodorini, con prezzi alla produzione calati dal 10 al 40% rispetto allo scorso anno". Coldiretti Arezzo ricorda ai consumatori che l'ortofrutta fresca deve essere obbligatoriamente etichettata con l'origine e se sfusa questa informazione deve essere riportata su un cartello nel punto vendita. Infine Coldiretti consiglia di verificare sempre l'etichetta e quando possibile di acquistare direttamente dal produttore o nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica.