Approvato debito fuori bilancio per 17mila euro

Approvato debito fuori bilancio per 17mila euro
Approvato debito fuori bilancio per 17mila euro

“Portiamo all’attenzione del consiglio un debito fuori bilancio per una sentenza relativa ad una causa per interessi su ritardato pagamento da parte di un’azienda che aveva effettuato interventi di manutenzione alla viabilità risalente agli anni in cui il Patto di stabilità era particolarmente severo, nel 2009. Allora avevamo stipulato degli accordi con le banche in tale senso per le anticipazioni dei pagamenti e inserito il calendario delle liquidazioni scadenzate anche nella delibera di bilancio” ha spiegato Michele Bettarelli, assessore al Bilancio, nel consiglio comunale di lunedì 31 luglio. La somma è di circa 17mila euro”. “Quale problema ha portato l’Amministrazione a non rispettare i termini?” ha chiesto Riccardo Augusto Marchetti mentre Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha parlato di una questione di principio nel debito fuori bilancio a cui si aggiungono problematiche di carattere kafkiano. Facciamo un debito perché per legge non si potevano pagare crediti legittimi come conseguenza del Patto di stabilità e delle nefaste politiche del governo di allora. Questa sentenza avrebbe fatto giurisprudenza se il fatto non fosse in prescrizione. I comuni devono dire al Governo di non rifare tali errori e diciamo grazie per questi 17mila euro perché evitano che il Monti del futuro riproponga tali misure”. Luciano Tavernelli, consigliere del PD, ha detto che “oggi non sarebbe più possibile tale scenario ma nel caso la cifra nasce dal carico di spese legali poste a carico del comune nella sentenza dal Tribunale. Ora abbiamo un bilancio aziendale e dobbiamo pagare i fornitori entro 60 giorni. E’ una storia conclusa”Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha precisato: “Quando si chiede merce, si paga. Altrimenti è giusto che si chiedano gli interessi. Se tutti agissero in maniera corretta, le aziende non dovrebbero difendersi. Questo episodio deve rimanere come monito. Il sindaco richiami gli uffici”. Valerio Mancini, consigliere della Lega Nord, ha chiesto “le scuse dell’assessore di allora o del dirigente di allora. Non possiamo continuare a pagare per parcelle milionarie per l’ex ospedale o per l’esproprio del terreno dello stadio di Trestina. Sono soldi pubblici e richiamano una responsabilità politica che non vedo mai. Per Trestina da 90milioni di lire siamo arrivati a 445mila euro”. Ursula Masciarri, consigliere del Psi: “Partiamo dai fatti: il comune si è comportato correttamente rispetto al quadro normativo di riferimento di allora. Sacrosanto il credito della ditta e sacrosanto il rispetto dei vincoli da parte del comune. Allora vigeva il blocco dei pagamenti per investimenti anche se legittimi. Da questo dato non si può prescindere. L’Amministrazione programmò i pagamenti e li allego al bilancio con il rilascio di certificazioni alla base del protocollo di intesa con le associazioni di categoria che permetteva agli imprenditori di mantenere linee e capacità di credito preso le banche. La condotta del comune è ineccepibile rispetto alla legge, che vige per tutti. L’azienda coinvolta ha riscosso il suo credito grazie alla certificazione. Il debito fuori bilancio infine ha i visti del dirigente e dei revisori. Perché non dovrebbe essere approvato?”. Marco Gasperi, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha fatto a sua volta una domanda alla Masciarri: “Se un suo assistito dilazionasse reiteratamente la liquidazione delle sue spettanze, gli farebbe causa? Io sì”. Bettarelli ha ribadito che “Il comune era impossibilitato a pagare, pena uscire dal Patto di stabilità. Politicamente a amministrativamente le responsabilità non ci sono anche perché abbiamo attivato l’anticipazione del credito, un programma condiviso di pagamento con i soggetti privati e l’adesione alla sperimentazione del bilancio che ci ha consentito di sbloccare i pagamenti anche se è stato molto complesso per la macchina amministrativa. Non mi sento di dovere scuse”. Dei 21 consiglieri in aula, Pd, Psi e La Sinistra hanno votato a favore, 3 contrari (Fratelli d’Italia, Forza Italia e Castello Cambia) e 3 astenuti (Lega Nord e M5Stelle).