Lignani su Nardi: i Comuni di Città di Castello e Sangiustino convochino la nuova proprietà ed esigano celermente un piano industriale. Il territorio non sia svenduto

Lignani su Nardi: i Comuni di Città di Castello e Sangiustino convochino la nuova proprietà ed esigano celermente un piano industriale. Il territorio non sia svenduto
Lignani su Nardi: i Comuni di Città di Castello e Sangiustino convochino la nuova proprietà ed esigano celermente un piano industriale. Il territorio non sia svenduto

La Nardi è un patrimonio storico ed economico della nostra vallata. Non è certo questa la sede per rimarcare l'importanza che ha avuto anche per l'occasione occupazionale che la famiglia Nardi ha concesso a centinaia di famiglie tifernati e sangiustinesi. Nè è questo il momento di ripercorrere e giudicare un percorso di declino che ha portato al dimagrimento della forza lavoro pur nella conservazione di mercati esteri a più bassi livelli tecnologici. Oggi quel mercato rappresenta ancora un'opportunità ma il sospetto che una multinazionale voglia acquisire gli assetti produttivi per poi delocalizzare altrove è grande perché film già visto in Umbria ed in Italia. Il territorio ha già dato e non si può permettere a fameliche logiche finanziarie di continuare a saccheggiarlo. I Sindaci di Città di Castello e Sangiustino devono esigere un immediato incontro con la futura proprietà e pretendere un immediato e chiaro piano industriale che possa garantire i livelli occupazionali o una razionalizzazione che possa comunque permettere rilancio e stabilità per tante famiglie che stanno vivendo con angoscia questi momenti.

Altrettanto importante che possano essere coinvolte le Commissioni economiche dei rispettivi Comuni e si possano scambiare a stretto giro le informazioni che Sindacati, Lavoratori ed attuale Proprietà possano avere acquisito in questo difficile momento di transizione. E' certo che il mercato globale debba prevedere nuovi modelli di impresa ma è altrettanto vero che internazionalizzazione non deve essere necessariamente depauperamento del territorio.

La politica deve fare la sua parte anche mettendo positivamente con le spalle al muro la nuova proprietà con assicurazioni rispetto ad un rilancio infrastrutturale nel medio periodo che deve però dare prospettive e frutti concreti di potenziamento del territorio superando la sterile propaganda politica degli ultimi anni che non ha certo prodotto i frutti sperati.

 

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