Arrestato il killer che ha ucciso Katia Dell Omarino si tratta di un 24enne di San Giustino


Arrestato questa mattina all'alba il killer che ha ucciso nella notte fra l'11 e il 12 luglio scorsi Katia Dell'Omarino, la 40enne di Sansepolcro ritrovata morta nei pressi del greto del torrente Afra in località "Ponte del Diavolo": si tratta di un 24enne le cui iniziali sono P.P., nato ad Arezzo dove lavora al centro scommesse Snai di Campo di Marte, ma residente da tempo nel Comune di San Giustino. Le manette sono scattate ai polsi del giovane nel momento in cui questi si stava per recare regolarmente nel luogo di lavoro. Il giovane è stato preso dai carabinieri dopo che nel pomeriggio di ieri era arrivata la firma di custodia cautelare da parte del Gip Anna Maria Loprete. La Procura della Repubblica di Arezzo ha contestato al 24enne di San Giustino il reato di omicidio volontario.  Il Dna dell’arrestato corrisponde: è identico a quello rilevato sul luogo del delitto, estratto dai medici legali dell'università di Pisa su un residuo di rapporto sessuale. Stando alle poche indiscrezioni che trapelano, si tratterebbe di un frequentatore occasionale e non assiduo della quarantenne uccisa il 12 luglio. La sua cattura suggella un'indagine andata avanti per oltre due mesi, condotta dai carabinieri della Tenenza di Sansepolcro e del reparto operativo di Arezzo sia con metodi tradizionali (oltre 300 persone sentite) sia con l'ausilio appunto delle risultanze scientifiche, in primo luogo il Dna estratto dalla genetista Isabella Spinetti e dal dottor Marco Di Paolo nell'autopsia. A coordinarli la procura di Arezzo e in particolare il Pm titolare del fascicolo, Julia Maggiore. Katia Dell'Omarino fu ritrovata la mattina del 12 luglio. uccisa sul greto del torrente Afra, nei pressi del ponte del Diavolo, come lo chiama la gente del posto, anche se il nome ufficiale è ponte di San Francesco, a due passi da Sansepolcro. Aveva la testa spaccata. L'assassino l'ha colpita con un corpo contundente, probabilmente un attrezzo del kit di emergenza di un'auto. L'ipotesi è che l'omicidio sia avvenuto al culmine di un diverbio, ancora non si sa da quale motivo originato. L’arrestato è stato condotto al comando provinciale dei carabinieri di Arezzo. Da settimane, ormai, i militari erano sulle tracce del presunto assassino. L'ultima conferma è arrivata alla fine della scorsa settimana, quando la comparazione del Dna ritrovato sul luogo e quella del giovane ha dato la conferma dei sospetti. Poi il Pm Julia Maggiore ha chiesto al Gip Anna Maria Lo Prete l'ordinanza di custodia cautelare che è stata firmata ieri sera. All'alba i carabinieri si sono presentati in casa del giovane e l’hanno tratto in arresto.