Successo per la domenica dedicata alla FAIMarathon. Oltre 300 visitatori hanno visita gli inediti culturali di Città di Castello


Sono state 300 le presenze nei quattro luoghi d’eccezione aperti in occasione della quinta edizione della “FAImarathon” nazionale che si è svolta domenica sotto l’organizzazione del Gruppo FAI Città di Castello con l’itinerario “Punti di vista. Sguardi inediti sulla città”. Vedute rare, cartoline inedite affiancate da esposizioni documentarie e fotografiche per narrare la città che fu e offrire spunti di riflessione per valorizzare anche in futuro il centro storico di Città di Castello. Accompagnati dalle visite guidate curate dai volontari del gruppo tifernate del Fondo Ambiente Italiano, i partecipanti hanno potuto ammirare in piazza Gabriotti, nei locali della vecchia farmacia, l’esposizione “Piazza di sotto tra Ottocento e Novecento”. Una passeggiata per immagini nell’antica piazza, ripercorrendone la storia e scoprendo le botteghe e i laboratori che la animavano quali la storica farmacia Menchi-Croci. Al piano superiore nei locali del Palazzo Tiberti, edificio cinquecentesco, è stato possibile osservare antichi stemmi lapidei, tracce di affreschi oltre ad ammirare una vista panoramica inedita sulla piazza. In “piazza di Sopra”, piazza Matteotti, l’apertura eccezionale del Palazzo della Cassa di Risparmio, edificio di inizio Novecento realizzato in stile liberty, ha portato i visitatori ad ammirare lo scalone monumentale e la sala del Consiglio che si affaccia sulla piazza. Qui erano esposte foto d’epoca e documenti originali provenienti dall'archivio della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, vere e proprie chicche che hanno raccontato in presa diretta le vicende dei primi anni di attività dell’istituto. Ultima tappa, l’Hortus Conclusus della Congregazione delle Figlie della Misericordia, suggestivo giardino pensile che sorge sul bastione adiacente la Porta Santa Maria Maggiore, dal quale i visitatori hanno potuto godere di una vista esclusiva sulle mura cittadine e sulle strutture difensive rinascimentali che intrecciano la loro storia con i personaggi più importanti del tempo, da Braccio Fortebraccio a Niccolò Vitelli “Pater Patriae”.