Interrogazione al sindaco Bacchetta su due sospetti casi di Tubercolosi A Città di Castello


I consiglieri della Lega Nord Riccardo Augusto Marchetti e Valerio Mancini hanno presentato al sindaco Luciano Bacchetta un’interrogazione per verificare la situazione relativa a due nuovi presunti casi di tubercolosi che sarebbero stati riscontrati all’ospedale di Città di Castello. Il caso risale a giugno ma anche per Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, avere sicurezze sul rischio sanitario connesso alla più intensa circolazione delle persone è sempre d’attualità: nella seduta del consiglio comunale ha ribadito il contenuto dell’interrogazione sull’idoneità degli interventi su malattie infettive, la presenza di misure di protezione per gli operatori, la specializzazione delle professioni attive presso l’ospedale in queste materie, chiedendo se l’incidenza è collegata all’arrivo di migranti e quali misure sono state intraprese per la tutela dell’infanzia e delle fasce deboli dal contagio. Il sindaco Luciano Bacchetta ha dichiarato che “il trend delle malattie infettive è nella media: un caso nel 2015 e 5 nei primi sei mesi del 2016, in linea con l’andamento oscillatorio di sindromi dovute a fattori molto diversi. I migranti sono controllati all’arrivo e assegnati ai medici di base, con accesso alla sanità pubblica. L’ospedale è una struttura normalmente deputata a gestire patologie infettive, la TBC ma anche ad esempio la Meningite e infezioni da germi multi resistenti, con personale sia medico che infermieristico specializzato e protetto da dispositivi individuali e precauzioni standard. Per le misure di isolamento sono state riservate due camere al quinto piano. Se la malattia necessitasse di interventi particolari, i pazienti verrebbero trasferiti ad altra sede. Il sindaco ha aggiunto che “quando si parla di migranti, il problema sono le risorse: non ci sono. Sassolini si è detto insoddisfatto della risposta della ASL Umbria 1: “Passare da un caso a 5 significa aver quintuplicato l’incidenza. Dobbiamo alzare il livello di attenzione. Non chiediamo che venga aperta un’ala per le malattie infettive, che attrarrebbe mobilità esterna, ma che non sia sottovalutato questo aspetto, salvo l’opportunità di prendere provvedimenti verso i dirigenti della Asl incapaci di gestire l’emergenza. Inoltre – prosegue Sassolini - è assurdo che in Umbria si paghino vaccinazioni gratuite in Toscana, a pochi chilometri da qui”.