Camping La Montesca: dopo polemiche e interrogazioni ancora rimane un'incoglita il futuro del campeggio tifernate


A Città di Castello continua a far discutere i cittadini     la situazione di stallo dello storico camping della Montesca e che ha visto prendere diverse posizioni anche da parte di alcuni consiglieri comunali sul futuro che attende quello che è sempre stato un luogo abituale e caro alla comunità tifernate e che invece ora verserebbe nel totale abbandono. E se come più volte ribadito la competenza spetta all’agenzia forestale, la questione oramai è diventata di dominio collettivo viste anche le ripercussioni economiche e turistiche che si sono già sentite con una stagione saltata. Il campeggio, che fa parte dell’eredità dei baroni Fianchetti, certamente ha avuto i suoi problemi gestionali ma molti si erano chiesti perché allora nel frattempo non fosse stato attivato un nuovo bando e con i requisiti richiesti per mandare avanti la struttura. L’area, Lo ricordiamo, è di proprietà della Regione Umbria; il camping nacque nel 1974 inizialmente gestito da Sogepu, vede ora con l’ultimo affidatario, il vincolo della gestione a nove anni, nonostante sarebbe stato già necessario un progetto di sviluppo oltre che di intervento sul fisiologico deterioramento di alcune attrezzature. Intanto nei giorni scorsi su questo argomento è stato bocciato in consiglio comunale l’Ordine del giorno del gruppo comunale di Opposizione castello cambia che ne ha chiesto la riapertura in vista della stagione turistica 2017. In quella sede si era ricordato che il campeggio dall’’83 al 2015 è stato gestito dall’amministrazione e i lavori concordati tra regione e amministrazione . Con l’affidamento tramite gara sono emerse alcune criticità, già citate, che stando a quanto dichiarato da alcune forze di opposizione, andrebbero ben oltre la gestione ordinaria. Nel contenzioso sarebbero coinvolti anche alcuni campeggiatori per strutture realizzate non regolarmente autorizzate. Intanto l’assessore all’urbanistica Rossella Cestini ha ricordato che nel 2016 il Comune si è dichiarato non interessato a gestire il campeggio e l’Agenzia forestale ha dunque emesso il bando, procedendo al’affidamento, dopo il sopralluogo del sito. Nel tempo però, ha ribadito l’assessore Cestini che vari interventi nel tempo sono stati fatti , sia dal comune che dalla Comunità Montana o sogepu e che è volontà di tutti che in primavera il campeggio riapra. Un campeggio di collina comunque a tre stelle, meta privilegiata per famiglie e bambini, dotato di 62 piazzole e di una piscina ristrutturata nel 2015 oltre agli anche autonmi servizi di bar e ristorante. E qui il problema è stato, per molti, l’annualità dell’affidamento che non permetteva investimenti ma solo una manutenzione a lungo termine. E mentre si profila la proposta dell’attuazione di una commissione, maggioranza e opposizione concordano su riapertura e rilancio.