Feste del papà, fra tradizioone e attualità!


19 marzo ovvero, giorno di San Giuseppe, padre di Gesù, e in quanto falegname festa quindi di tutti i falegnami, nonché festa del papà… o festa del babbo. E’ questa comunque una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo, in molti Paesi è fissata per la terza domenica di giugno, ma volendo si può festeggiare anche l'ultima domenica di luglio. Ma nel corso degli anni come è cambiata la figura paterna? La descrizione del “padre di oggi” contiene elementi che forse, non hanno nulla in comune con quelli del “padre di ieri”. Oggi si parla di padri “marsupiali”, di padri “mammi”,  il cui coinvolgimento nella realtà del bambino inizia ancor prima della sua nascita, con la partecipazione, insieme alla moglie, ai corsi di preparazione al parto. Questi padri, insomma, hanno imparato a fare quello che da sempre fanno le madri, assumendo funzioni, compiti e competenze femminili. La società patriarcale di qualche decennio fa è ormai un ricordo lontano, i padri di oggi sono sempre più compagni di gioco oltre che insegnanti di vita, inoltre la società di oggi impone ai genitori di ricoprire spesso singolarmente sia la figura materna che paterna, nelle situazioni di divorzio infatti molti padri si trovano a passare del tempo da soli con i figli e a dover quindi fare la parte di chi gestisce la casa oltre alla vita lavorativa. Ma soprattutto sempre di più l’uomo sta prendendo potere materno, ad esempio nelle unioni fra coppie gay o nei casi di uomimi single con uno spiccato senso di paternità che quindi si sentono pronti ad adottare un figlio senza avere accanto un’altra figura genitoriale, la famiglia ormai ha un concetto allargato e il sesso del genitore non compromette più un limite per la crescita di un figlio. Si potrebbe dire che si sta diventando sempre più amici e complici a differenza di quelli che erano i padri imperativi che se dicevano un “no” bastava a dover sottintendere motivi e giustificazioni di tale negazione. E’ sempre meno diffusa anche l’esigenza di padre di dover avere un nascituro, meglio se primogenito, maschio perché ormai il padre si sa accomodare anche fra i pizzi e merletti di una figlioletta, non servono più mani forti che lavorano i campi, non serve il dover per forza portare avanti la stirpe, basta poter dare amore e premura al sangue del proprio sangue. Giovani o vecchi, bruni o coi capelli bianchi, che siano accanto a noi o che si possano ritrovare ogni notte fra le stelle noi facciamo gli auguri a tutti i papà